Una scatola che può costare il carcere: ecco perché sindaco rischia arresto. Le cifre dell’inchiesta

 

Castel Volturno. La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto la custodia cautelare in carcere per il sindaco di Castel Volturno, Pasquale Marrandino, indagato per corruzione. Una richiesta particolarmente severa, ora al vaglio del giudice per le indagini preliminari Angela Mennella, fondata sugli elementi raccolti dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta.

 

L’interrogatorio preventivo degli indagati è stato fissato per il prossimo 30 luglio. Solo successivamente il gip deciderà se accogliere, respingere o modificare le misure sollecitate dai pubblici ministeri Giacomo Urbano e Anna Ida Capone, coordinati dal procuratore Pierpaolo Bruni.

 

Al centro dell’inchiesta c’è il presunto passaggio di denaro tra Marrandino e l’ingegnere Daniele Di Caprio. Per il professionista, indagato nella stessa vicenda, la Procura ha chiesto invece gli arresti domiciliari. Complessivamente sono dieci le persone coinvolte nell’indagine.

 

Secondo l’ipotesi accusatoria, nel marzo del 2025 Di Caprio avrebbe consegnato al sindaco una scatola mentre entrambi si trovavano all’interno dell’automobile del primo cittadino, nei pressi di un bar di Castel Volturno. La scena sarebbe stata ripresa da una microcamera installata dagli investigatori, che già stavano monitorando il veicolo nell’ambito delle attività investigative.

 

Dalle immagini, sempre secondo la ricostruzione della Procura, emergerebbe il passaggio della scatola e il successivo comportamento del sindaco, che l’avrebbe messa da parte senza fare domande o formulare commenti. Un atteggiamento interpretato dagli inquirenti come possibile segnale dell’esistenza di un accordo già definito tra i due.

 

Nei giorni successivi Marrandino sarebbe stato filmato mentre prelevava dalla confezione diverse banconote da 20 euro. La somma complessiva ricostruita dagli investigatori ammonterebbe a 560 euro, ritenuti il compenso illecito ricevuto dal primo cittadino.

 

In cambio del denaro, il sindaco si sarebbe attivato per far assegnare direttamente a Di Caprio un incarico professionale riguardante servizi, anche di carattere informativo, collegati alla raccolta e al trasporto dei rifiuti nel territorio comunale. L’affidamento avrebbe avuto un valore di poco inferiore ai 29mila euro, oltre Iva.

 

Uno degli aspetti contestati riguarda proprio la procedura scelta. Il professionista sarebbe stato individuato senza ricorrere all’elenco comunale dei tecnici e degli esperti, nel quale risultavano iscritti 546 professionisti potenzialmente disponibili.

 

Sono questi gli elementi che hanno spinto la Procura a chiedere il carcere per Marrandino, misura che resta comunque una richiesta dell’accusa e sulla quale dovrà pronunciarsi il gip. Il sindaco, coinvolto anche in altri procedimenti, ha sempre respinto l’ipotesi di dimissioni e ha più volte ribadito pubblicamente la volontà di proseguire il proprio mandato.

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