Anziana soffocata e uccisa, spunta coppia sulla scena del crimine: caccia al DNA

MONDRAGONE. Nel processo per l’omicidio della 73enne Anastasia Spinello, uccisa il 18 dicembre 2018 nella sua abitazione di Mondragone, le difese di Mario Cristiano hanno concentrato le proprie arringhe su quelle che ritengono gravi carenze investigative, chiedendo alla Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere una diversa lettura degli elementi raccolti.

L’avvocato Luigi Iannettone ha sostenuto che gli investigatori non avrebbero approfondito la presenza di un uomo e di una donna, le cui tracce di Dna sarebbero emerse dai mozziconi di sigaretta recuperati nell’abitazione della vittima, senza che venisse mai accertata la loro identità.

Nel corso dell’arringa sono stati inoltre sollevati dubbi sui rapporti tra questo soggetto e l’ex comandante della stazione dei carabinieri di Mondragone, figura che, secondo la difesa, non è mai stata ascoltata nel dibattimento.

Sulla stessa linea l’avvocato Camillo Irace, che ha contestato il metodo seguito nell’analisi dei filmati di videosorveglianza. Per il legale le verifiche sarebbero state indirizzate esclusivamente a cercare l’imputato, senza valutare eventuali altri soggetti che avrebbero potuto avere contrasti con la vittima. Ha inoltre evidenziato che sul corpo della donna non sarebbero state trovate tracce riconducibili a Cristiano e ha contestato anche l’orario della morte indicato dal medico legale, sostenendo che il decesso sarebbe avvenuto in serata, quando l’imputato avrebbe avuto un alibi.

Mario Cristiano è imputato per l’omicidio della pensionata, che secondo l’accusa sarebbe stata uccisa per evitare che emergessero presunti ammanchi di denaro dopo una serie di prestiti e cessioni del quinto che l’avrebbero portata al dissesto economico. La Procura ha chiesto una condanna a 30 anni di reclusione. Il processo riprenderà a settembre.

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