
CASERTA. C’è anche la provincia di Caserta tra i territori interessati dalla maxi operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli che ha portato all’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo per un valore superiore ai 21 milioni di euro. L’indagine, condotta dalla III Sezione Criminalità Economica e affidata ai militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Roma, riguarda complessivamente 16 società operative su tutto il territorio nazionale e i rispettivi rappresentanti legali, indagati, a vario titolo, per i reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.
L’inchiesta rappresenta uno sviluppo di un più ampio filone investigativo che, nello scorso mese di gennaio, aveva già portato all’esecuzione di cinque ordinanze cautelari nei confronti di persone originarie della provincia di Napoli. Secondo gli investigatori, attraverso società “schermo”, formalmente attive nel commercio di materiali ferrosi, sarebbe stato creato un sistema di “underground banking”, una sorta di banca clandestina basata sull’erogazione di denaro contante in cambio di bonifici.
Secondo la ricostruzione investigativa, il sistema avrebbe funzionato attraverso società “cartiere” che emettevano fatture per operazioni inesistenti nei confronti di aziende del settore dei materiali ferrosi. Le imprese destinatarie delle fatture provvedevano al pagamento mediante bonifico; le società emittenti trasferivano quindi le somme su conti correnti esteri e, successivamente, restituivano il denaro in contanti ai beneficiari, trattenendo una commissione.
Gli inquirenti ritengono che il meccanismo consentisse di reintrodurre denaro contante nei circuiti finanziari con un’apparente veste di legalità, oltre a favorirne il trasferimento all’estero. Le società coinvolte avrebbero inoltre ottenuto indebiti vantaggi fiscali grazie all’utilizzo delle fatture false.
Le indagini hanno accertato trasferimenti di circa 134 milioni di euro verso conti correnti localizzati principalmente in Germania (51 milioni), Irlanda (39 milioni), Cina (20 milioni), Danimarca (6 milioni) e altri Paesi, tra cui Spagna, Lussemburgo, Bulgaria, Belgio e Paesi Bassi, per ulteriori 18 milioni di euro complessivi.
Il Gip del Tribunale di Napoli ha quindi disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, fino alla concorrenza del profitto del reato quantificato in oltre 21 milioni di euro.
Caserta tra le province interessate dall’operazione
Particolare rilievo assume il coinvolgimento del territorio casertano. Gli operatori economici interessati dall’indagine, tutti attivi nel settore del commercio di materiali ferrosi, sono infatti localizzati in Campania (10 società), Lombardia (3) ed Emilia-Romagna (3) e, secondo la Procura, avrebbero alimentato un flusso di fatture false per oltre 100 milioni di euro.
L’esecuzione del decreto di sequestro ha visto impegnati i militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, con il supporto dei Comandi Provinciali di Napoli, Salerno, Caserta, Brescia, Ferrara, Benevento, Monza e Forlì-Cesena, a conferma dell’importanza del ruolo svolto anche dalla provincia casertana nelle attività operative.
Le indagini, avviate alla fine del 2024, sono partite dall’analisi di anomale movimentazioni finanziarie rilevate sul conto corrente di un acconciatore napoletano. Da lì sono stati sviluppati approfondimenti economico-patrimoniali, accertamenti tecnici e finanziari, perquisizioni e verifiche specialistiche che hanno portato all’individuazione del presunto sistema illecito.
Complessivamente risultano 31 gli indagati, a vario titolo, per i reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.
La Procura precisa che il provvedimento eseguito è stato emesso nella fase delle indagini preliminari, è suscettibile di impugnazione e che tutti gli indagati devono considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

