
cCASTEL VOLTURNO. Dietro il traffico di cocaina destinato alle piazze di spaccio del sud pontino emerge un’organizzazione che, secondo gli investigatori, aveva definito ruoli ben precisi e una filiera ormai consolidata per far arrivare la droga dall’area metropolitana di Napoli fino alla costa laziale.
Nell’inchiesta coordinata dalla Procura e condotta dai carabinieri della Compagnia di Formia sono quindici gli indagati. Sei di loro sono stati raggiunti da misure cautelari, mentre tra i nomi coinvolti figurano anche cinque residenti a Castel Volturno. Per uno di loro, D.O., è stato disposto l’obbligo di dimora.
Le indagini, sviluppate attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di osservazione, pedinamenti e riprese video, hanno consentito di ricostruire i movimenti della sostanza stupefacente e i rapporti tra i componenti del gruppo. Secondo gli inquirenti, la cocaina veniva acquistata nell’area napoletana e successivamente trasferita nel territorio pontino grazie a veri e propri “corrieri” incaricati del trasporto.
Il compito delle staffette sarebbe stato quello di effettuare continui viaggi tra Campania e Lazio, garantendo un rifornimento costante alle piazze di spaccio. Una volta giunta nel territorio di Gaeta, la droga veniva custodita e successivamente distribuita al dettaglio, raggiungendo anche i comuni limitrofi frequentati soprattutto durante la stagione estiva.
L’inchiesta mette in evidenza come il mercato degli stupefacenti fosse alimentato da una rete di contatti stabile e ben organizzata. Gli investigatori ritengono che gli indagati adottassero particolari accorgimenti per limitare il rischio di controlli, utilizzando spostamenti rapidi, incontri in luoghi sempre diversi e un sistema di comunicazioni ritenuto funzionale a evitare di attirare l’attenzione delle forze dell’ordine.
L’ipotesi investigativa è che proprio il periodo estivo rappresentasse quello di maggiore richiesta di cocaina, favorita dall’afflusso di turisti nelle località balneari del litorale pontino. Per questo motivo i rifornimenti sarebbero stati periodici, così da assicurare una disponibilità costante di dosi da immettere sul mercato.
L’operazione dei carabinieri ha consentito di interrompere, almeno secondo l’impostazione accusatoria, un canale di approvvigionamento che collegava stabilmente la provincia di Napoli con il sud pontino, facendo emergere anche il presunto ruolo svolto dai cinque indagati di Castel Volturno nella fase del trasporto della cocaina. Le accuse dovranno ora essere vagliate nelle successive fasi del procedimento giudiziario, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza degli indagati fino a eventuale sentenza definitiva.

