Assunzione imposta al supermercato, a processo il fratello del boss

MARCIANISE. Si aprirà con il rito abbreviato il procedimento giudiziario nei confronti di Roberto Trombetta, 62enne di Marcianise e fratello di Luigi Trombetta, ritenuto elemento di spicco del clan Belforte. L’udienza è stata calendarizzata per la metà di settembre davanti al giudice dell’udienza preliminare Carla Bianco del Tribunale di Napoli.

L’uomo è chiamato a rispondere dell’accusa di tentata estorsione aggravata nei confronti del titolare di un supermercato della zona. Secondo la ricostruzione della Procura, avrebbe cercato di costringere l’imprenditore ad assumere una donna, avanzando una richiesta ritenuta dagli investigatori riconducibile alle dinamiche di condizionamento della criminalità organizzata sul territorio.

Le indagini hanno ricostruito diversi incontri tra Trombetta e il commerciante. Nel corso di uno di questi, il 62enne avrebbe pronunciato una frase dal chiaro significato intimidatorio, lasciando intendere che la richiesta non provenisse da lui ma da soggetti terzi, ai quali il negoziante avrebbe dovuto adeguarsi.

Gli investigatori ritengono che proprio quelle parole fossero finalizzate a esercitare pressione sulla vittima affinché accettasse l’assunzione richiesta, senza possibilità di opporsi.

L’episodio, secondo gli atti dell’inchiesta, sarebbe stato documentato dai carabinieri, che stavano monitorando la situazione e avevano predisposto un servizio di osservazione nei pressi del supermercato. I militari, appostati nelle vicinanze, avrebbero assistito e registrato il colloquio ritenuto decisivo per l’inchiesta.

Al termine dell’attività investigativa scattò il blitz che portò all’arresto di Roberto Trombetta. Ora la vicenda approda davanti al gup del Tribunale di Napoli, dove l’imputato affronterà il processo con il rito abbreviato, la cui prima udienza è stata fissata per la metà di settembre.

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