Marcianise/Capodrise. Un lungo inseguimento, iniziato nella zona di Napoli Capodichino, si è concluso nella notte a Capodrise, dove gli occupanti di una Fiat Panda blu sono riusciti a far perdere le proprie tracce, in modo davvero incredibile, probabilmente alla guida c’era un vero stunt driver.
L’episodio si sarebbe verificato poco dopo le quattro del mattino. Secondo quanto si è appreso, alcune pattuglie dei carabinieri provenienti da Napoli avrebbero attraversato i territori di Marcianise e Capodrise nel tentativo di raggiungere l’utilitaria sospetta.
Almeno due, forse tre, le vetture dell’Arma coinvolte nell’operazione, almeno nella fase iniziale, poi sono arrivati i rinforzi. Le sirene, le brusche accelerazioni e le manovre effettuate durante l’inseguimento hanno svegliato numerose persone che, anche a causa delle finestre lasciate aperte per il caldo, hanno seguito dalle proprie abitazioni quanto stava accadendo.
L’elemento più grave emerso nelle ore successive riguarda l’esplosione di alcuni colpi d’arma da fuoco in aria.
Secondo quanto si è appreso, intorno alle 4.26, dopo aver girato nella zona di Marcianise, la Panda si è diretta a Capodrise in via Greco e poi verso il centro Massaro. Infatti i colpi sono stati esplosi nella zona di via Retella, nei pressi delle abitazioni situate nell’area in cui dovrebbe essere realizzato il collegamento viario con la strada Pip di Recale, in adiacenza del suddetto centro commerciale e residenziale Massaro. (ALLEGHIAMO VIDEO, CLICCA QUI).
Proprio nello stesso punto, nella mattinata, sono stati effettuati alcuni rilievi. Gli accertamenti potrebbero essere finalizzati alla ricerca di bossoli, ogive o altri elementi utili a ricostruire con precisione quanto accaduto durante le fasi più concitate della fuga.
Una fuga davvero rocambolesca il super pilota della Panda si è immesso in una sorta di vicolo cieco ed è entrato nella strada della zona residenziale. I carabinieri hanno sparato in aria ma la Panda con una manovra all’americana a marcia indietro ha fatto inversione ed è fuggita verso la direzione Capodrise.
In totale alla fine c’erano almeno 7/8 auto dei carabinieri, davvero incredibile.
L’inseguimento nei minuti conclusivi avrebbe interessato diverse arterie della zona, tra cui via Europa, via Musone e via Greco a Capodrise e via Mattarella a Marcianise.
Le vetture sarebbero transitate anche nei pressi della zona della Madonna della Libera e del quartiere delle case popolari, dove la presenza delle pattuglie e il rumore dei mezzi non sono passati inosservati.
La fuga si sarebbe conclusa nei pressi della rotatoria tra via Greco e via Retella. Da quel punto, gli occupanti della Panda sarebbero riusciti a sottrarsi all’inseguimento e a dileguarsi nel territorio di Capodrise con la manovra che abbiamo evidenziato.
Al momento non sono state diffuse comunicazioni ufficiali sulle cause che hanno dato origine all’operazione. Non è quindi possibile stabilire se gli occupanti della Panda fossero sospettati di aver commesso un reato, se l’automobile fosse stata rubata oppure se il conducente non si fosse fermato a un controllo.
Tra le ipotesi circolate nelle ore successive figura anche quella di un possibile collegamento con il traffico di sostanze stupefacenti. Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione che non risulta al momento confermata dagli investigatori.
L’area compresa tra Marcianise e Capodrise viene considerata uno dei punti nevralgici per il traffico di droga nella provincia di Caserta, anche in relazione alla riorganizzazione dei gruppi criminali attivi sul territorio.
La provenienza delle pattuglie dalla zona di Capodichino e la determinazione con cui i militari avrebbero tentato di raggiungere la vettura hanno alimentato l’ipotesi che la Panda potesse essere utilizzata come automobile di appoggio o per il trasporto di un carico illecito. Anche questo elemento, però, resta da accertare.
Non è la prima volta che un inseguimento iniziato fuori dal territorio termina tra Marcianise e Capodrise.
Alla fine dello scorso mese di maggio, proprio nella zona di via Europa e delle strade limitrofe, un’altra operazione si era conclusa con l’arresto di alcune persone sospettate di essere coinvolte in una serie di furti. In quella circostanza erano intervenuti i carabinieri del Comando provinciale di Caserta.
Sul nuovo episodio sono ora in corso gli accertamenti necessari a ricostruire il percorso della Panda, identificare gli occupanti e chiarire le ragioni che hanno portato le pattuglie a inseguirla per diversi chilometri, da Napoli fino al Casertano.
I rilievi effettuati nella zona di via Retella potranno inoltre contribuire a stabilire la provenienza dei colpi d’arma da fuoco, la loro direzione e l’eventuale coinvolgimento diretto dei fuggitivi nella sparatoria.