
Marcianise/Capodrise. Un lungo inseguimento, iniziato nella zona di Napoli Capodichino, si è concluso nella notte a Capodrise, dove gli occupanti di una Fiat Panda sono riusciti a far perdere le proprie tracce.
L’episodio si sarebbe verificato poco dopo le quattro del mattino. Secondo quanto si è appreso alcune pattuglie dei carabinieri, provenienti da Napoli, avrebbero attraversato il territorio di Marcianise e Capodrise nel tentativo di raggiungere l’utilitaria sospetta.
Almeno due, forse tre, le vetture dell’Arma coinvolte nell’operazione. Le sirene, le brusche accelerazioni e le manovre effettuate durante l’inseguimento hanno svegliato numerose persone che, anche a causa delle finestre lasciate aperte per il caldo, hanno seguito dalle proprie abitazioni quanto stava accadendo.
Le strade attraversate durante la fuga
L’inseguimento avrebbe interessato diverse arterie della zona, tra cui via Europa, via Musone e via Greco, e via Mattarella a Marcianise.
Le auto sarebbero transitate anche nei pressi dell’area della zona della Madonna della Libera e del quartiere delle case popolari, dove la presenza delle pattuglie e il rumore delle vetture non sono passati inosservati.
La fuga si sarebbe conclusa nei pressi della rotatoria di via Greco/via Retella. Da quel punto, gli occupanti della Panda sarebbero riusciti a sottrarsi all’inseguimento e a dileguarsi nel territorio di Capodrise.
Da chiarire le ragioni dell’inseguimento: il monopolio del solito clan
Al momento non sono state diffuse comunicazioni ufficiali sulle cause che hanno dato origine all’operazione. Non è quindi possibile stabilire se gli occupanti della Panda fossero sospettati di aver commesso un reato, se l’automobile fosse stata rubata o se non si fosse fermata a un controllo.
Tra le ipotesi circolate nelle ore successive figura anche quella di un possibile collegamento con il traffico di sostanze stupefacenti. Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione che non risulta al momento confermata dagli investigatori.
L’area compresa tra Marcianise e Capodrise, grazie alla nuova linea del solito clan, è uno dei crocevia del narcotraffico di tutta la provincia di Caserta.
La provenienza delle pattuglie dalla zona di Capodichino e la determinazione con cui i militari avrebbero tentato di raggiungere la vettura hanno alimentato l’ipotesi che la Panda potesse essere utilizzata come automobile di appoggio o per il trasporto di un carico illecito. Anche questo elemento, però, resta da accertare.
Un precedente alla fine di maggio
Non è la prima volta che un inseguimento iniziato fuori dal territorio termina tra Marcianise e Capodrise.
Alla fine dello scorso mese di maggio, proprio nella zona di via Europa e delle strade limitrofe, un’altra operazione si era conclusa con l’arresto di alcune persone sospettate di essere coinvolte in una serie di furti. In quella circostanza erano intervenuti i carabinieri del Comando provinciale di Caserta.
Sul nuovo episodio sono ora in corso gli accertamenti necessari a ricostruire il percorso della Panda, identificare gli occupanti e chiarire le ragioni che hanno portato le pattuglie a inseguirla per diversi chilometri, da Napoli fino al Casertano.

