
CARINOLA. Momenti di altissima tensione all’interno della casa circondariale di Carinola, dove nella giornata di mercoledì si è verificata una violenta aggressione culminata con il ferimento di alcuni detenuti e ingenti danni ai locali dell’infermeria. Secondo quanto emerso, un gruppo di ristretti avrebbe approfittato del passaggio di altri detenuti per introdursi nell’infermeria centrale, riuscendo a superare i controlli. Tra i protagonisti dell’episodio vi erano anche due detenuti extracomunitari che, fin dai primi momenti, avrebbero manifestato un forte stato di agitazione psicomotoria, assumendo un atteggiamento particolarmente minaccioso, ostile e privo di collaborazione.
La situazione è degenerata quando altri detenuti, provenienti da un diverso reparto, hanno raggiunto l’area armati di un coltello di grandi dimensioni, utilizzato per intimidire gli altri presenti. L’episodio ha provocato momenti di panico e caos all’interno della struttura. Successivamente, i detenuti coinvolti hanno tentato di sfondare la porta blindata della sezione confinante con l’obiettivo di raggiungere altri ristretti. Ne è scaturita una violenta colluttazione durante la quale è intervenuto un unico agente della Polizia Penitenziaria in servizio presso il IV Reparto. La presenza di un solo operatore, tuttavia, non è stata sufficiente a contenere contemporaneamente tutti i soggetti coinvolti né a garantire la piena sicurezza dell’area.
Nel corso degli scontri alcuni detenuti, quelli che avevano dato avvio alla protesta, hanno riportato ferite e sono stati successivamente trasferiti d’urgenza in ospedale con l’intervento del personale del 118. Uno di loro, 28 anni, ha riportato un trauma cranico e facciale e una ferita lacero contusa alla gamba sinistra. Lo hanno portato all’ospedale di Sessa Aurunca. L’aggressione ha causato anche pesanti danni all’infermeria centrale: arredi e apparecchiature sanitarie sono stati devastati, compromettendo temporaneamente il normale svolgimento dell’attività assistenziale.
Per mettersi al riparo dalla violenza della rivolta e dalla presenza dell’arma da taglio, il personale sanitario si è rifugiato all’interno della medicheria, barricandosi e chiudendo la porta in attesa che fossero ripristinate le condizioni di sicurezza e che giungessero i rinforzi della Polizia Penitenziaria.

