Presunte infiltrazioni mafiose nel settore funebre: assoluzione per tutti gli imputati

Di 7 Luglio 2026Cronaca

Napoli Nord. Si chiude con una formula assolutoria piena il processo a carico di un folto gruppo di indagati coinvolti nella complessa indagine che aveva interessato i territori di Quarto, Marano e comuni limitrofi, legata alla presunta egemonia commerciale nel settore delle onoranze funebri e alle presunte infiltrazioni mafiose.

Il Tribunale di Napoli Nord (Seconda Sezione, Collegio 8) ha pronunciato sentenza di assoluzione nei confronti di tutti gli imputati assistiti dal noto penalista, l’avvocato Luca Gili.

La decisione del Collegio giudicante ha scagionato completamente le posizioni di:

  • CASTALDO Michele (nato a Quarto il 28.06.1965);
  • CAVAGNUOLO Giuseppe;
  • CESARANO Annachiara;
  • CESARANO Giacomo Luigi;
  • CESARANO Concetta;
  • GARGIULO Biagio;
  • GARGIULO Marco;
  • MANZO Francesco.

I capi d’imputazione sgretolati in aula

Il decreto che aveva disposto il giudizio vedeva gli imputati, a vario titolo, accusati di gravissimi reati, molti dei quali aggravati dall’art. 416 bis 1 c.p. (ex art. 7 legge 203/91) per aver presuntamente agevolato o utilizzato il metodo del clan camorristico Polverino.

Nello specifico, l’impianto accusatorio — che non ha retto al vaglio del dibattimento e alle argomentazioni della difesa — contestava ai diversi imputati i seguenti capi d’imputazione:

Capo D (Ricettazione di armi con aggravante mafiosa): contestato a Castaldo Michele, Cesarano Giacomo Luigi, Cesarano Annachiara, Gargiulo Biagio e Gargiulo Marco. L’accusa sosteneva che gli stessi avessero acquistato o ricevuto armi e ordigni esplosivi di illecita provenienza per compiere atti intimidatori, avvalendosi della forza del clan.

Capi E ed F (Illecita concorrenza con minaccia e violenza, aggravata dal metodo mafioso): addebitati alle ditte riconducibili alla famiglia Cesarano (Ditta Cesarano Giacomo Luigi ed Eredi Cesarano Srl). Si contestavano presunti atti di monopolio commerciale e minacce di morte (quali “ti faresti la fine di Esposito… un impresario funebre a cui hanno sparato”) ai danni di ditte concorrenti (tra cui la ditta Tarantino) per costringerle a cedere l’organizzazione dei servizi funebri nei territori di Quarto e Pozzuoli.

Capo G (Voto di scambio aggravato): vedeva coinvolto anche Cesarano Giacomo Luigi in ordine a presunti accordi politico-mafiosi durante la campagna elettorale del 2015 nel Comune di Quarto, finalizzati all’ottenimento di voti in cambio della nomina di un assessore di gradimento del sodalizio.

Capo M (Intestazione fittizia di beni ed elusione delle misure di prevenzione patrimoniale): contestato a Manzo Francesco, accusato di aver costituito formalmente un’omonima ditta individuale al fine di fittiziarne l’attribuzione e permettere ai membri della famiglia Cesarano di gestire un ramo d’azienda già sottoposto a precedente sequestro giudiziario, eludendo le norme antimafia.

Il trionfo della linea difensiva

Nel corso della lunga istruttoria dibattimentale, le tesi della difesa guidata dall’avvocato Luca Gili hanno dimostrato l’estraneità degli imputati rispetto alle dinamiche estorsive e l’assoluta liceità delle condotte imprenditoriali e personali esaminate.

Il Tribunale di Napoli Nord, accogliendo le conclusioni del collegio difensivo, ha demolito le richieste della Direzione Distrettuale Antimafia e ha emesso un verdetto che restituisce piena onorabilità e libertà ai cittadini coinvolti, sancendo la fine di un lungo calvario giudiziario.

Un click e sei sempre informato! Iscriviti al nostro canale WhatsApp per ricevere le news più importanti. Premi qui ed entra!