
Valle di Suessola. Sono cominciate le discussioni dei difensori nel processo che vede imputate 8 persone accusate di far parte di un’attività di spaccio di droga operativa tra Caserta, San Nicola, San Marco, Maddaloni e San Felice a Cancello.
Davanti alla seconda sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta da Rosetta Stravino, gli avvocati degli imputati hanno preso la parola evidenziando nelle rispettive arringhe diversi aspetti difensivi: dall’assenza di riscontri concreti sulle presunte cessioni di sostanze stupefacenti contestate, ai dubbi sull’effettivo utilizzo di alcuni dispositivi impiegati per organizzare gli incontri con gli acquirenti, fino alla condizione di tossicodipendenza di uno degli imputati che, secondo la difesa, ne escluderebbe il coinvolgimento nell’associazione.
È quanto emerso dalle ricostruzioni presentate dai legali nell’interesse di Antonio Nuzzo, Marco Iovino, Emilio Perreca, Carmine Valentino e Vincenzo Maione. Il processo riprenderà nel mese di ottobre per il completamento delle discussioni e per la lettura del dispositivo.
Alla sbarra sono finiti Giovanni Cioffi, Marco Iovino, Vincenzo Maione, Gennaro Morgillo, Antonio Nuzzo, Emilio Perreca, Filomena Rocco e Carmine Valentino.
Nel corso della requisitoria il sostituto procuratore Luigi Landolfi della Dda di Napoli ha invocato complessivamente 128 anni di carcere. Nel dettaglio il magistrato antimafia ha chiesto 26 anni di reclusione per Gennaro Morgillo; 18 anni per Carmine Valentino; 16 anni per Giovanni Cioffi; 14 anni per Vincenzo Maione, Antonio Nuzzo, Emilio Perreca e Filomena Rocco; 12 anni per Marco Iovino.
Hanno discusso gli avvocati Raffaele Carfora, Vittorio Luigi Fucci, Orlando Sgambati e Valerio Alfonso Stravino, evidenziando in particolare i presunti deficit dell’attività investigativa e l’insufficienza del quadro intercettivo in materia di cosiddetta “droga parlata”, alla luce dei più recenti orientamenti della giurisprudenza della Corte di Cassazione.
La sentenza è prevista per il 19 ottobre. Il collegio giudicante è composto dalla presidente Rosa Stravino e dai giudici a latere Valeria Maisto e Marina Napolitano.
Secondo la ricostruzione della Dda partenopea, le cessioni di droga ai consumatori sarebbero avvenute prevalentemente con modalità “itinerante”, dopo un accordo tra il cliente e il pusher di riferimento. Contatti rapidi e con linguaggio criptico, ma anche richieste tramite WhatsApp e chat Facebook, che sarebbero poi state seguite dalla consegna dello stupefacente in pochi minuti per ridurre il rischio di interventi da parte delle forze dell’ordine.
Nel collegio difensivo figurano gli avvocati Emmanuele De Lucia, Gennaro Pecoraro, Vittorio Luigi Fucci, Valerio Alfonso Stravino, Giuseppe Stellato, Igino Nuzzo, Michele Nuzzo, Raffaele Carfora, Orlando Sgambati e Giovanni De Lucia.

