Picchiava a sangue la moglie da anni: arresto convalidato e carcere per ‘o Tarantino

ARIENZO/SAN FELICE A CANCELLO. Non sarebbe stato un episodio isolato quello culminato nella notte tra il 26 e il 27 giugno con l’arresto del 53enne Massimo Santese, conosciuto come “Tarantino” residente al vico degli Ulivi in San Felice a Cancello. Secondo quanto emerge dall’ordinanza del gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere, la donna sarebbe stata vittima di un lungo periodo di maltrattamenti, caratterizzato da aggressioni fisiche, minacce, umiliazioni e continue sopraffazioni.

L’uomo era stato arrestato dagli agenti del Commissariato di Maddaloni dopo essere stato sorpreso mentre, in evidente stato di alterazione alcolica, stava ancora aggredendo la moglie all’interno dell’abitazione. I poliziotti erano intervenuti in seguito alle urla della donna, bloccando il 53enne e conducendolo successivamente negli uffici di polizia, dopo aver atteso che si riprendesse dalla forte ubriachezza.

Le accuse: “Violenze ripetute nel tempo”

 

Secondo il giudice, il quadro indiziario raccolto dagli investigatori farebbe emergere una condotta abituale e non un fatto occasionale. La donna ha riferito che durante gli anni di convivenza sarebbe stata più volte colpita con pugni e calci durante i litigi, spesso provocati dall’abuso di alcol del compagno. Ha inoltre raccontato di continue umiliazioni, intimidazioni e di un clima di costante paura che l’avrebbe costretta a modificare le proprie abitudini di vita.

 

La vittima ha riferito agli inquirenti che le aggressioni si sarebbero intensificate negli ultimi tempi e che, già il 15 giugno scorso, era stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine per un precedente episodio di violenza domestica. Circostanza riscontrata dagli atti acquisiti dagli investigatori.

 

La notte dell’aggressione choc

L’episodio che ha portato all’arresto sarebbe scaturito da una lite per motivi di gelosia. Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, il 53enne avrebbe colpito ripetutamente la moglie con pugni e calci al volto, al torace e all’addome, facendola cadere sul divano. Quando gli agenti sono entrati nell’abitazione hanno trovato la donna dolorante e con evidenti ferite, mentre l’uomo, ancora in stato di agitazione, tentava di sottrarsi al controllo delle forze dell’ordine.

 

Trasportata inizialmente all’ospedale di Caserta e poi al Moscati di Aversa per ulteriori accertamenti, la donna ha riportato un trauma cranico, la frattura di due costole e lesioni giudicate guaribili in 25 giorni.

 

Le dichiarazioni della vittima

 

Davanti agli investigatori la donna ha spiegato di aver sopportato per anni le violenze nella speranza che il compagno cambiasse, ma di aver deciso di denunciarlo dopo l’ennesima aggressione. Ha inoltre riferito di vivere in un costante stato di paura e di ritenere concreto il rischio che episodi simili possano ripetersi qualora l’uomo tornasse in libertà.

 

Il gip: “Elevato rischio di reiterazione”

 

Nel provvedimento il giudice evidenzia come le modalità dell’aggressione, la sistematicità delle condotte denunciate, l’abituale abuso di alcol e l’incapacità dell’indagato di controllare i propri impulsi rendano concreto il pericolo di reiterazione dei reati. Per questo motivo ha ritenuto adeguata esclusivamente la misura della custodia cautelare in carcere, respingendo l’ipotesi dei domiciliari.

 

Nel corso dell’udienza di convalida il 53enne si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il gip ha quindi convalidato l’arresto e confermato la permanenza in carcere. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni dovranno essere accertate nel corso del processo e l’indagato deve ritenersi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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