Inseguito con la droga tra due città, ecco chi è il fermato: decisa la misura

 

MARCIANISE/CASAGIOVE/CASERTA. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Angela Mennella, ha convalidato l’arresto di Alessandro Amoroso, 27 anni, residente a Marcianise, applicando nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari. L’indagato è assistito dall’avvocato Pasquale Delisati del Foro di Santa Maria Capua Vetere.

Il provvedimento nasce dall’episodio avvenuto la sera del 28 giugno tra Casagiove e Caserta, quando una pattuglia del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri avrebbe notato una Fiat Panda procedere a velocità sostenuta durante un sorpasso ritenuto particolarmente pericoloso.

Secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza, i militari avrebbero intimato l’alt al conducente, riconoscendolo come soggetto già deferito pochi giorni prima per reati in materia di stupefacenti. Invece di fermarsi, il giovane avrebbe dato vita a una lunga fuga per le strade cittadine, percorrendo diversi tratti contromano, attraversando un incrocio con il semaforo rosso, effettuando sorpassi ad alta velocità e urtando una Citroën C3 ferma sulla linea d’arresto.

L’inseguimento, durato circa quattro chilometri, si sarebbe concluso soltanto dopo che il conducente era riuscito momentaneamente a far perdere le proprie tracce. Durante la fuga, però, i carabinieri avrebbero visto l’uomo lanciare dal finestrino due bicchieri di plastica. Recuperati immediatamente, al loro interno sarebbero state trovate 12 dosi di crack, per un peso complessivo di circa 3,5 grammi, e una dose di cocaina da 0,50 grammi, poi risultate positive agli accertamenti.

Le successive indagini hanno consentito ai militari di rintracciare Amoroso presso lo studio del proprio difensore. Lo stesso, secondo quanto riportato negli atti, avrebbe poi accompagnato gli investigatori nel luogo dove aveva nascosto l’autovettura utilizzata durante la fuga. Il veicolo presentava, secondo gli accertamenti, danni compatibili con l’urto avvenuto durante l’inseguimento.

Nel corso dell’interrogatorio l’indagato avrebbe dichiarato di aver acquistato la droga poche ore prima nel Parco Verde di Caivano, sostenendo che fosse destinata al consumo personale e di altre persone con le quali avrebbe dovuto trascorrere la serata. Una versione che il giudice non ha ritenuto convincente, evidenziando come il confezionamento in dosi, la presenza di due differenti sostanze stupefacenti e il tentativo di disfarsene durante la fuga siano elementi compatibili con l’ipotesi della detenzione ai fini di spaccio.

Pur condividendo l’impianto accusatorio e ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza per i reati contestati, il gip Angela Mennella non ha accolto la richiesta della Procura di applicare la custodia cautelare in carcere, ritenendo invece adeguata la misura degli arresti domiciliari presso l’abitazione dell’indagato a Marcianise.

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