
Capodrise. Si ridimensiona in modo significativo il procedimento giudiziario relativo al presunto giro di sfruttamento della prostituzione che, secondo l’impianto accusatorio iniziale, avrebbe interessato i locali “Femina” di Napoli e “Femina 2” di Capodrise, sottoposti a sequestro nel novembre del 2009.
La Corte d’Appello di Napoli ha infatti pronunciato una sentenza che modifica profondamente il quadro emerso nel giudizio di primo grado. I giudici hanno escluso l’esistenza dell’associazione per delinquere finalizzata alla gestione dell’attività di prostituzione e hanno ritenuto non dimostrato il collegamento con il clan Mallardo, facendo così cadere anche l’aggravante dell’agevolazione mafiosa contestata dalla Procura.
Nel corso del processo d’appello numerosi capi d’imputazione sono stati dichiarati prescritti. Restano soltanto due condanne per alcuni episodi di sfruttamento della prostituzione. A carico di Saverio Russo, organizzatore dello spettacolo “Erotica Tour”, e di Patrizio Picardi è stata inflitta una pena di quattro anni di reclusione ciascuno, decisamente inferiore rispetto ai dieci anni stabiliti in primo grado proprio per l’eliminazione dell’aggravante mafiosa.
Assoluzione con formula piena, invece, per Giuliano Russo, Teresa Palma, Salvatore Palma e Luigi Guarino, nei cui confronti la Corte ha escluso responsabilità penali.
Nel collegio difensivo hanno operato, tra gli altri, gli avvocati Leopoldo Perone, Michele Giametta e Carmela Maisto.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, all’interno delle due strutture sarebbero state coinvolte nello sfruttamento della prostituzione numerose donne, italiane e straniere, in prevalenza provenienti dai Paesi dell’Est Europa. L’ipotesi del coinvolgimento del clan Mallardo era stata sostenuta anche dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.
La Corte d’Appello, tuttavia, ha ritenuto che gli elementi raccolti non fossero sufficienti a dimostrare un concreto collegamento tra i fatti contestati e l’organizzazione camorristica, escludendo così il presunto ruolo della cosca nella gestione delle attività oggetto del processo.

