Bomba al giornalista, le intercettazioni svelano tutto: “Sono andato a mettere, ti danno i soldi e vai a divertirti”

NOLANO. Sono soprattutto le intercettazioni ambientali e telefoniche ad aver consentito agli investigatori di ricostruire il presunto ruolo del gruppo ritenuto responsabile dell’attentato esplosivo contro il giornalista Sigfrido Ranucci. Le misure cautelari hanno raggiunto persone residenti tra Avella, Sperone e Cicciano, territori compresi tra la Bassa Irpinia e l’area nolana, considerati dagli inquirenti il punto di partenza del commando diretto nel Lazio.

Secondo la ricostruzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, il gruppo avrebbe agito su incarico di una persona ancora senza nome, utilizzando un ordigno esplosivo collocato davanti all’abitazione del conduttore televisivo. L’esplosione provocò ingenti danni, senza causare vittime. Il Gip, pur condividendo l’impianto accusatorio principale, non ha ritenuto allo stato dimostrata la volontà di uccidere.

Le conversazioni raccolte dagli investigatori costituiscono il cuore dell’inchiesta. Antonio Passariello si lascia andare a frasi che gli investigatori ritengono significative: «Facciamo la storia…!». In un’altra occasione aggiunge: «La bomba sono andato a mettere là (…) Mi contattò uno (…) lo sai com’è (…) quando vai a Roma e ti fai una bella romana!».

Il tema del compenso emerge chiaramente quando afferma: «No un regalo, a me mi pagano, hai capito? (…) Io i regali non li faccio (…) Una mano lava l’altra e due lavano la faccia».

D’Avino, invece, riferisce quello che sarebbe stato il piano predisposto dai presunti mandanti per garantire assistenza economica dopo l’attentato: «Già ne ho parlato con quello (…) Ti danno la carta da ricaricare, ti danno i soldi e ti vai a divertire dove dici tu… 10-15 giorni… e poi tornate… loro ogni giorno ti caricano i soldi sulla carta». Alla domanda di Passariello «E dove ci vogliamo divertire?», arriva la risposta: «Dove vuoi tu! In Austria? In Spagna? Milano? In Francia?».

Gli investigatori stanno ora concentrando l’attenzione proprio sulla figura del mandante, ancora ignoto, ritenuto l’anello mancante di una vicenda che continua a riservare nuovi sviluppi investigativi.

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