Macchinari scomparsi prima del fallimento, stangata per 2 imprenditori

AVERSA. Due imprenditori dell’agro aversano sono stati condannati al termine del processo relativo alla presunta sottrazione di macchinari industriali da un’azienda calzaturiera finita successivamente in fallimento. La sentenza è stata pronunciata dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Napoli Nord, Caterina Anna Arpino, nell’ambito di un procedimento celebrato con rito abbreviato.

Il tribunale ha inflitto una pena di 3 anni e 9 mesi di reclusione a Carmine Terracciano, 39 anni, imprenditore di Aversa e amministratore della Ben.Ter Shoes. Per Gennaro La Scala, anche lui imprenditore aversano, imputato per il reato di ricettazione, è stata invece disposta una condanna a 2 anni e 8 mesi.

L’inchiesta della Procura ricostruisce una vicenda risalente al 2021, quando la Ben.Ter Shoes si trovava ormai alle porte della procedura fallimentare. Secondo l’accusa, proprio in quella fase alcuni macchinari utilizzati nella produzione di calzature sarebbero stati rimossi dallo stabilimento e sostituiti con apparecchiature più obsolete e di valore economico inferiore.

Per gli investigatori, l’operazione sarebbe stata studiata per rendere più difficile individuare la sostituzione. In particolare, le targhette identificative dei macchinari originali sarebbero state rimosse e successivamente applicate ai macchinari più vecchi, così da far apparire regolare la dotazione presente all’interno dell’azienda.

Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza, hanno poi consentito di rintracciare le apparecchiature ritenute distratte presso lo stabilimento della Genial Calzature di Teverola, impresa riconducibile a La Scala. Durante gli accertamenti è stata inoltre trovata una macchina cucitrice priva della targhetta identificativa.

L’intera vicenda è emersa grazie alla segnalazione del curatore fallimentare della Ben.Ter Shoes, Giuseppe Marrocco, che ha informato la Procura delle presunte anomalie riscontrate durante la gestione della procedura concorsuale. Marrocco si è costituito parte civile nel processo, assistito dall’avvocato Lorenzo Caruso.

La denuncia ha dato impulso agli approfondimenti investigativi che hanno portato al rinvio a giudizio dei due imprenditori e, infine, alla sentenza di condanna. Nel corso del procedimento Carmine Terracciano e Gennaro La Scala sono stati difesi dagli avvocati Felice Belluomo e Assunta Ferraro.

Resta fermo che le responsabilità penali sono state accertate in primo grado e che la sentenza potrà essere impugnata nei successivi gradi di giudizio.

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