
Marcianise/Trentola-Ducenta. Durante il concerto di Geolier allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli, andato in scena domenica scorsa alle ore 21, la musica si è intrecciata con una storia di lutto e memoria che ha colpito profondamente chi era presente.
Tra il pubblico, una sorella ha voluto dedicare parole intense al fratello scomparso prematuramente a seguito di un incidente sul lavoro. Un giovane di soli 23 anni, Francesco Dergano, di Marcianise, la cui vita si è interrotta dopo essere stato coinvolto in un incidente avvenuto mentre era impegnato in un intervento tecnico a Trentola Ducenta. Nonostante il ricovero d’urgenza e i giorni di lotta all’ospedale Cardarelli di Napoli, il suo quadro clinico non è migliorato fino al tragico epilogo.
Il sinistro è avvenuto il 5 giugno scorso. Il 23enne è stato schiacciato da un carrello elevatore. La ragazza, come lei stessa ha riportato sui social, si è presentata al concerto con la maglietta dedicata al fratello, su cui c’era una sua foto con la scritta “Francesco Vive”. Francesco, quella sera doveva essere a quel concerto avendo comprato i biglietti tempo prima del drammatico incidente, ma a causa del l’accaduto, non ha potuto e quindi è andata lei, in ricordo di lui e per onorare la sua memoria.
“Stasera abbiamo cantato anche per te. Perché tu non hai potuto esserci, ma noi sì. Eravamo lì ma dovevi esserci anche tu con noi. Lo aspettavamo da mesi, era una cosa nostra, una di quelle piccole certezze che ti fanno andare avanti nei giorni normali. Poi un incidente sul lavoro e non sei più tornato a casa. Ventitré anni e un futuro davanti che non vedrai mai. Non siamo venuti solo ad ascoltare della musica. Siamo venuti a mantenere una promessa che avevamo fatto insieme. Non hai potuto esserci, allora abbiamo provato ad esserci anche per te. Abbiamo cantato anche quando avevamo un nodo alla gola. Abbiamo alzato gli occhi al cielo più volte, sperando che da qualche parte potessi sentire tutto quello che non riuscivamo a dirti. Non so se esiste davvero un posto da cui le persone che amiamo continuano a guardarci. Mi piace pensarlo, perché è l’unico modo che ho per credere che, almeno per una sera, tu fossi ancora con noi. Una cosa è certa, finché avrò fiato, nessuno potrà cancellare il tuo nome.”
Queste le parole della giovane che ha trasformato una serata di musica in un momento di ricordo condiviso. La sorella ha raccontato il desiderio di essere lì proprio per lui, di mantenere una promessa fatta insieme e di provare a colmare, almeno per una sera, un’assenza diventata impossibile da accettare.
Nel testo emergono il dolore, la difficoltà di accettare una perdita così improvvisa e la speranza che, in qualche modo, il fratello potesse percepire quell’abbraccio collettivo dal cielo. Un legame che la musica ha reso ancora più forte, tra lacrime, silenzi e cori cantati con il nodo alla gola.
La vicenda del giovane operaio ha profondamente scosso le comunità di Marcianise e Trentola Ducenta. In mezzo a una serata di musica e migliaia di voci, quella dedica ha trasformato un concerto in un ricordo indelebile: un nome che continua a vivere attraverso chi lo porta nel cuore.

