Usura al 300% nella Valle e minacce di morte, arresto dopo blitz. Spunta pistola

 

Montesarchio/Moiano. Nei giorni scorsi i Carabinieri della Compagnia di Montesarchio hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Benevento, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un residente a Moiano, gravemente indiziato dei reati di usura, tentata estorsione e detenzione di arma clandestina.

L’indagine ha preso avvio dalla denuncia presentata dalla vittima alla polizia giudiziaria. Gli accertamenti successivi, svolti tempestivamente anche con il supporto del personale della Guardia di Finanza in servizio presso la Procura, hanno consentito di far emergere una presunta attività usuraria caratterizzata dall’applicazione di tassi d’interesse che, in alcuni casi, avrebbero raggiunto il 300% annuo.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la persona offesa avrebbe inoltre subito gravi minacce di morte, formulate anche mediante l’utilizzo di un’arma da fuoco, con l’obiettivo di costringerla al pagamento puntuale degli interessi usurari.

Alla luce degli elementi raccolti, la Procura della Repubblica ha emesso un decreto di perquisizione e sequestro. L’operazione ha consentito di acquisire significativi riscontri documentali e informatici riconducibili all’attività usuraria e alle intimidazioni denunciate. Nel corso delle perquisizioni è stata inoltre rinvenuta una pistola semiautomatica marca Beretta, modello “952”, calibro 7,65, completa di caricatore e con matricola abrasa. L’arma, occultata all’interno dell’abitazione dell’indagato, è risultata clandestina, determinando l’arresto obbligatorio in flagranza di reato.

Successivamente, in sede di convalida, il Giudice per le Indagini Preliminari ha accolto la richiesta del Pubblico Ministero disponendo la custodia cautelare in carcere. Il Gip ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza e stringenti esigenze cautelari, legate sia al rischio di inquinamento probatorio, considerata la gravità delle minacce rivolte alla vittima, sia al concreto pericolo di reiterazione dei reati.

La Procura ha sottolineato come questa operazione rappresenti anche un’importante occasione per richiamare l’attenzione della cittadinanza sul fenomeno dell’usura, definito un crimine insidioso e ancora diffuso. Gli inquirenti hanno ribadito il valore fondamentale della denuncia, ritenuta lo strumento più efficace per interrompere il ricatto degli usurai, bloccare i pagamenti illeciti e porre fine alle violenze psicologiche e fisiche subite dalle vittime.

Nel comunicato viene inoltre evidenziato che chi denuncia non resta solo. È infatti attivo, presso la Prefettura, uno sportello telematico dedicato alle vittime di usura ed estorsione che, nel rispetto della normativa vigente, consente l’avvio delle procedure per la concessione di benefici e aiuti economici finalizzati a favorire il reinserimento delle vittime nell’economia legale e il recupero delle attività danneggiate.

La Procura conclude ricordando che lo Stato mette a disposizione tutti gli strumenti investigativi e normativi necessari per contrastare questi fenomeni criminali, ma che rompere il silenzio rappresenta il primo e decisivo passo per riprendere in mano il proprio futuro.

Come previsto dalla legge, trattandosi di una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari, restano salvi il diritto di impugnazione e il principio di presunzione di innocenza dell’indagato fino a eventuale sentenza definitiva.

Un click e sei sempre informato! Iscriviti al nostro canale WhatsApp per ricevere le news più importanti. Premi qui ed entra!