
Pignataro Maggiore.La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha formulato pesanti richieste di condanna nel processo con rito abbreviato che vede imputati presunti appartenenti a un gruppo ritenuto vicino al clan Lubrano, accusati di aver sottoposto per anni un noto gioielliere a continue pressioni estorsive.
Nel corso della requisitoria davanti al gup del Tribunale di Napoli, il pubblico ministero Maria Laura Lalia Morra ha chiesto complessivamente oltre 38 anni di reclusione e più di 34 mila euro di multa per gli imputati coinvolti nell’inchiesta.
La richiesta più elevata riguarda Luigi Messuri, per il quale sono stati invocati 11 anni e 3 mesi di carcere e una multa di 10.667 euro. Per Michele Del Core la Dda ha chiesto 10 anni e 8 mesi di reclusione con una sanzione di 9.481 euro, mentre Pasquale Veltre rischia 9 anni e 5 mesi di carcere e una multa di 8.427 euro. Per Lorenzo Lubrano, figlio del boss Raffaele Lubrano assassinato nel 2002, la richiesta è di 6 anni e 8 mesi di reclusione oltre a 5.926 euro di multa. L’udienza riprenderà nel mese di luglio con gli interventi dei difensori.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, tutto avrebbe avuto origine da un presunto debito contratto negli anni Novanta dal padre della vittima nei confronti di Giovanni Di Gaetano, conosciuto come “Giannino ‘o Napulitan”. Alla morte del genitore, le richieste sarebbero proseguite nei confronti del figlio, titolare di due gioiellerie tra Vitulazio e Pignataro Maggiore.
Gli investigatori sostengono che, dal 2008, il commerciante sia stato costretto a consegnare periodicamente denaro e preziosi per soddisfare le pretese estorsive. Il credito vantato sarebbe stato pari a 50 mila euro oltre a un chilogrammo d’oro.
L’episodio che ha fatto scattare la denuncia risale al gennaio 2025, quando Di Gaetano avrebbe preteso un Rolex in oro e un bracciale con diamanti del valore di circa 30 mila euro. Di fronte al rifiuto del gioielliere, sarebbero entrati in scena altri soggetti nel tentativo di convincerlo a raggiungere un accordo, ma ogni proposta sarebbe stata respinta.
Temendo possibili ritorsioni, l’imprenditore si è rivolto ai carabinieri, facendo partire un’indagine che avrebbe documentato anche la preparazione di un’aggressione finalizzata a costringerlo a versare altri 50 mila euro e ulteriori gioielli. Il piano sarebbe stato bloccato grazie all’intervento dei militari.
Durante le perquisizioni, i carabinieri hanno sequestrato 6.600 euro in contanti nell’abitazione di Di Gaetano, mentre a casa di Pasquale Veltre sono stati rinvenuti 17 chilogrammi di polvere da sparo, un pugnale con lama di circa 20 centimetri e un tirapugni.
Nel collegio difensivo figurano, tra gli altri, gli avvocati Marco Argirò, Carlo De Stavola, Fabio Segreti e Leopoldo Perone.

