
Casal di Principe. Frutta e clan, definitive le condanne per due autotrasportatori accusati di favorire il sistema delle cosche.
Diventano definitive le condanne nei confronti di Antonio e Massimo Antonino Sfraga, ritenuti coinvolti nel sistema di controllo mafioso del trasporto di prodotti ortofrutticoli tra la Sicilia e diverse regioni italiane. La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha infatti dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dai due imputati, confermando così la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Napoli dopo il precedente rinvio disposto dagli stessi giudici di legittimità .
I due erano stati riconosciuti colpevoli del reato di illecita concorrenza aggravata dall’utilizzo del metodo mafioso. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, avrebbero svolto un ruolo di riferimento per gli interessi di Cosa Nostra, in particolare delle famiglie Riina e Provenzano, mantenendo rapporti con il clan dei Casalesi per la gestione dei trasporti su gomma destinati ai principali mercati ortofrutticoli.
L’inchiesta ha ricostruito un sistema che avrebbe consentito alle organizzazioni criminali di imporre quali imprese potessero effettuare il trasporto di frutta e ortaggi lungo le tratte dalla Sicilia occidentale verso la Campania, il Lazio e altre aree del Paese. Le aziende di autotrasporto, secondo gli investigatori, avrebbero dovuto affidarsi esclusivamente alle società indicate dai clan, tra cui la Paganese Trasporti o altre imprese concordate tra i referenti siciliani e quelli casertani.
Nel ricorso presentato in Cassazione, la difesa dei fratelli Sfraga aveva contestato la ricostruzione dei fatti, sostenendo l’insufficienza delle prove e mettendo in discussione l’attendibilità delle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia.
La Suprema Corte ha però respinto tutte le censure difensive, ritenendo le motivazioni della sentenza d’appello adeguate e coerenti. Per gli ermellini gli elementi raccolti nel corso del processo confermano la vicinanza degli imputati alle organizzazioni mafiose coinvolte e il loro contributo al sistema illecito di controllo del settore dei trasporti ortofrutticoli.
Con la decisione della Cassazione si chiude così definitivamente il procedimento giudiziario, rendendo irrevocabili le condanne nei confronti dei due autotrasportatori.

