Ucciso dall’amico, il padre dopo il terzo esame autoptico: “Ecco perché i funerali sono ancora fermi”

Sessa Aurunca. Le indagini sull’omicidio di Vincenzo Iannitti proseguono, il ragazzo 20enne di San Castrese, frazione di Sessa Aurunca che è stato ucciso dall’amico Victor.

Nei giorni scorsi, è stato eseguito un terzo esame autoptico sul corpo della vittima, allo scopo di chiarire ogni dettaglio relativa alla morte del giovane.

Un passaggio investigativo che, se da un lato rappresenta un tassello fondamentale per l’inchiesta, dall’altro però riapre una ferita ancora profonda per i familiari del ragazzo. Il ritardo nella celebrazione delle esequie continua infatti ad alimentare dolore e angoscia in una comunità che da settimane si è stretta attorno alla famiglia Iannitti.

Nelle ultime ore il padre di Vincenzo ha affidato ai social un lungo e drammatico appello, spiegando le ragioni del protrarsi degli accertamenti e chiedendo aiuto affinché, a suo dire, venga fatta piena giustizia.

Di seguito il testo integrale della sua dichiarazione:

“Faccio un appello a tutti i cittadini della bassa Campania, a tutte quelle persone oneste, che hanno a cuore la morte di mio figlio. Sono arrivato al capolinea. Avete il diritto di sapere perché il ritardo per le esequie. Il 20 Aprile, quando la scientifica ha rinvenuto il corpo di Vincenzo, agenti con 35 anni di esperienza, hanno raccontato di qualcosa di mai visto. Il mio povero figlio è stato rinvenuto spoglio e privo di ogni tessuto.

Non c’era più nulla di Vincenzo, se non il solo scheletro. Nulla più. Il mostro di San Castrese, con la complicità della sua famiglia, hanno consumato con sostanze chimiche il povero corpo di mio figlio. Ecco il perché del via vai della madre del mostro, con pacchi interi di candeggina, e chissà quali altre sostanze. Faccio un appello a tutti voi.

Aiutatemi a mettere in galera madre, fratello e compagno della madre del mostro di San Castrese. La scientifica non ha tessuto organico su cui lavorare. Stanno facendo l’impossibile. I mostri hanno cancellato ogni traccia organica di mio figlio. E madre, fratello e compagno della madre, sono tutti complici di questa mostruosità. Vi prego, aiutatemi.”

Le dichiarazioni del padre esprimono il profondo dolore e la richiesta di giustizia della famiglia. Le circostanze descritte e le accuse rivolte ad altre persone sono al vaglio della magistratura e degli investigatori, che stanno proseguendo gli accertamenti nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere.

L’attenzione resta ora concentrata sull’esito del terzo esame autoptico, i cui risultati potrebbero fornire ulteriori elementi utili a chiarire ogni aspetto della vicenda.

Un click e sei sempre informato! Iscriviti al nostro canale WhatsApp per ricevere le news più importanti. Premi qui ed entra!