Cavallo morto per il caldo alla Reggia di Caserta, confermata la condanna

CASERTA. La vicenda giudiziaria relativa alla morte del cavallo Found Goal Pag, deceduto il 12 agosto 2020 mentre trainava una carrozza turistica all’interno della Reggia di Caserta, non si è conclusa con la sentenza d’Appello. Dopo la conferma della condanna a un anno di reclusione pronunciata dalla Corte d’Appello di Napoli il 5 marzo 2026, la difesa dell’ex vetturina ha presentato ricorso in Cassazione.

L’associazione Horse Angels ODV, costituita parte civile sin dal primo grado attraverso l’avvocato Laura Mascolo, ha deciso di proseguire il proprio impegno anche davanti alla Suprema Corte, depositando la necessaria costituzione nel giudizio di legittimità e affidando la difesa all’avvocato Cipriano Ficedolo. Fino all’eventuale decisione della Cassazione restano validi gli accertamenti compiuti dai giudici di merito nei precedenti gradi di giudizio.

La morte di Found Goal Pag suscitò profonda indignazione nell’opinione pubblica e aprì un importante dibattito sul benessere dei cavalli impiegati nei servizi di trasporto con carrozze, soprattutto durante i periodi caratterizzati da temperature elevate e ondate di calore.

Determinante per il procedimento è stato l’esame autoptico disposto dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e svolto dal professor Orlando Paciello. Gli accertamenti hanno evidenziato un grave stato di disidratazione, mucose cianotiche, una temperatura intrarettale di 42,8 gradi rilevata ore dopo il decesso e un quadro clinico compatibile con una severa ipertermia. Secondo le conclusioni medico-legali, la causa della morte fu un’insufficienza cardio-respiratoria secondaria a colpo di calore.

Il Tribunale ha ritenuto responsabile l’allora vetturina, condannandola a un anno di reclusione senza sospensione condizionale della pena e senza concessione delle attenuanti generiche. Una decisione confermata integralmente dalla Corte d’Appello di Napoli il 5 marzo scorso.

Secondo quanto emerso nel processo, il cavallo non sarebbe stato adeguatamente fatto riposare né abbeverato durante il servizio, nonostante le elevate temperature ambientali. Le immagini di videosorveglianza, le testimonianze raccolte e gli accertamenti veterinari hanno rappresentato elementi decisivi per la ricostruzione dei fatti.

Nel corso delle indagini sono inoltre emerse diverse irregolarità amministrative e gestionali, relative all’identificazione degli animali, alla documentazione sanitaria e alla gestione complessiva dei cavalli detenuti. Le sentenze hanno evidenziato una gestione ritenuta incompatibile con le esigenze di benessere dell’animale, con particolare riferimento all’abbeveraggio, alle pause e alla protezione dal caldo.

Il caso Found Goal Pag è considerato uno dei procedimenti più rilevanti in Italia sul rapporto tra lavoro degli equidi, benessere animale e responsabilità umana. La vicenda ha contribuito ad accendere l’attenzione sui rischi del colpo di calore nei cavalli e sugli obblighi di cura e protezione degli animali impiegati nelle attività lavorative. Ora la parola passa alla Cassazione, chiamata a pronunciarsi sull’ultimo capitolo di una vicenda che continua a interrogare l’opinione pubblica sul futuro dell’utilizzo dei cavalli nei servizi turistici.

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