
SPERLONGA. La Riviera d’Ulisse si conferma, ancora una volta, approdo privilegiato per la riproduzione delle tartarughe marine “Caretta caretta”. Un nuovo episodio di nidificazione è stato infatti registrato nei giorni scorsi sul litorale di Sperlonga, dove uno degli arenili più suggestivi della costa pontina è divenuto teatro di un evento tanto raro quanto prezioso per la biodiversità del Mediterraneo.
La scoperta è avvenuta nella notte tra sabato e domenica. Alcuni giovani che stavano trascorrendo la serata sulla spiaggia sono stati improvvisamente richiamati da insoliti rumori provenienti dalla zona della staccionata che delimita un tratto di spiaggia privata. Incuriositi, hanno rivolto lo sguardo verso il punto da cui provenivano i suoni e, in un primo momento, hanno scorto soltanto una sagoma scura che si muoveva sulla sabbia. L’impressione iniziale era quella di una persona intenta a scavare con estrema rapidità, sollevando tutt’intorno piccoli cumuli di sabbia.
Avvicinandosi con cautela e mantenendo una distanza adeguata, i ragazzi hanno però compreso di trovarsi dinanzi a una scena ben diversa: a scavare non era un essere umano, bensì una tartaruga marina. Si trattava proprio di un esemplare di “Caretta caretta”, specie ormai nota per la sua crescente predilezione nei confronti delle spiagge della Riviera pontina per la deposizione delle uova.
Quando i giovani sono giunti sul posto, la fase di nidificazione era già terminata. Il rettile marino aveva completato la deposizione e accuratamente ricoperto il nido, preparandosi a far ritorno verso il mare aperto. Tuttavia, la presenza delle luci artificiali e dei flash degli smartphone potrebbe averne temporaneamente alterato l’orientamento. Come noto, le tartarughe marine utilizzano la luce naturale della luna e il riflesso del mare per individuare la direzione corretta; non a caso l’esemplare osservato avrebbe inizialmente proseguito in direzione opposta alla battigia per alcuni metri, prima di riuscire a ritrovare la rotta e reimmergersi nelle acque del Tirreno.
Un fenomeno analogo si verifica anche al momento della schiusa delle uova, che generalmente avviene tra i quarantacinque e i sessanta giorni dopo la deposizione. In quella fase la sabbia sovrastante il nido inizia gradualmente a cedere e, nelle ore notturne, le piccole tartarughe emergono in superficie per dirigersi verso il mare, guidate anch’esse dal riflesso lunare sull’acqua.
All’indomani della scoperta, Benedetto Del Rao, proprietario dello stabilimento balneare “La Bussola”, situato in prossimità della spiaggia libera interessata dalla nidificazione, ha provveduto tempestivamente a delimitare l’area per preservare il sito da possibili interferenze. Secondo quanto emerso, la Guardia Costiera sarebbe stata prontamente informata dell’accaduto e avrebbe richiesto l’intervento di personale veterinario specializzato e di associazioni impegnate nella tutela della fauna marina e nel monitoraggio dei siti di nidificazione.
A distanza di tre giorni dall’intervento di messa in sicurezza realizzato in via precauzionale, la situazione risulta tuttavia ancora in fase di definizione. Tra i bagnanti e gli operatori balneari cresce l’apprensione per la sorte del nido, nella consapevolezza della necessità che sia garantita la massima protezione a una specie simbolo del Mediterraneo, il cui ritorno sulle coste pontine rappresenta un segnale incoraggiante dello stato di salute degli ecosistemi marini.
L’auspicio è che le verifiche degli organismi competenti possano essere completate in tempi brevi, consentendo l’attivazione di tutte le misure necessarie alla salvaguardia del sito. Nel frattempo, la nidificazione registrata a Sperlonga si aggiunge ai numerosi episodi osservati negli ultimi anni lungo la Riviera d’Ulisse, confermando il ruolo sempre più rilevante di questo tratto di costa quale habitat favorevole alla riproduzione delle “Caretta caretta”, autentico patrimonio naturale del Mare Nostrum.

