
Marcianise. È diventata definitiva la condanna per Pasquale Merola nell’ambito dell’inchiesta sul traffico di droga che, secondo gli investigatori, riforniva anche ambienti esclusivi della movida milanese e clienti appartenenti al mondo dello spettacolo e dell’imprenditoria. Nonostante la sentenza ormai passata in giudicato e una pena da espiare pari a 7 anni e 4 mesi di reclusione, l’uomo ha evitato per il momento l’ingresso in carcere.
Lo scorso 18 giugno la Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati dagli imputati coinvolti nel procedimento, rendendo esecutive le condanne. A seguito della decisione della Suprema Corte sono partiti gli ordini di carcerazione nei confronti di diversi condannati.
Tra questi figurava anche Merola, riconosciuto responsabile del reato associativo previsto dall’articolo 74 del Testo Unico sugli stupefacenti, una delle contestazioni più gravi in materia di traffico di droga.
Proprio la natura del reato rende particolarmente difficile evitare l’immediata esecuzione della pena una volta che la condanna diventa definitiva. Tuttavia, la difesa è riuscita a ottenere un provvedimento che ha momentaneamente sospeso l’arresto.
L’avvocato Gabriele Roberto Cerbo ha infatti presentato un’istanza alla Procura Generale di Napoli, Ufficio Esecuzione Penale, chiedendo la sospensione dell’ordine di carcerazione per le condizioni di salute del proprio assistito. L’istanza è stata accolta e il procuratore ha trasmesso gli atti al magistrato di sorveglianza competente.
Sarà ora quest’ultimo a valutare la documentazione sanitaria e a stabilire se Merola debba essere tradotto in carcere oppure possa beneficiare di una misura alternativa, come la detenzione domiciliare per motivi di salute.
Per la difesa si tratta di un risultato rilevante, considerato che la condanna riguarda un reato ostativo che normalmente comporta l’immediata carcerazione del condannato una volta concluso l’intero iter processuale. La decisione definitiva sul futuro detentivo di Merola è attesa nelle prossime settimane.

