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Cava, l’inchiesta si allarga: perquisizioni anche negli uffici del Distretto

 

CASERTA. L’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere sulla gestione della cava Santa Lucia continua ad allargarsi e coinvolge un numero crescente di persone finite nel mirino degli investigatori. Nelle ultime ore gli accertamenti coordinati dal procuratore Pierpaolo Bruni hanno portato a nuove perquisizioni e acquisizioni documentali che riguardano figure considerate centrali nella ricostruzione dei rapporti tra pubblico e privato legati alla vicenda del sito estrattivo sequestrato.

 

Tra le persone destinatarie delle attività investigative figura anche l’avvocato Vincenzo Iorio, presidente del Distretto Regio di Caserta C01 e considerato per anni uno dei più stretti collaboratori dell’ex sindaco Carlo Marino. Gli investigatori hanno eseguito perquisizioni finalizzate all’acquisizione di documenti, atti amministrativi, dispositivi informatici e ogni elemento ritenuto utile per ricostruire il quadro dei rapporti esistenti tra i diversi soggetti coinvolti.

 

Secondo quanto emerge dagli atti dell’inchiesta, l’attenzione degli inquirenti sarebbe concentrata su alcuni provvedimenti amministrativi adottati negli anni scorsi e collegati alla gestione dell’area della cava Santa Lucia, già oggetto di un sequestro preventivo disposto dall’autorità giudiziaria.

 

L’indagine prende le mosse dagli approfondimenti relativi al presunto conferimento nell’area di circa 340mila metri cubi di materiali provenienti dai cantieri dell’alta velocità ferroviaria. Materiali che, secondo la Procura, sarebbero stati gestiti in modo non conforme alle autorizzazioni previste e alle finalità di ripristino ambientale indicate nei progetti presentati.

 

A far scattare gli accertamenti sarebbe stato un esposto che segnalava un continuo traffico di mezzi pesanti e movimenti di terreno ritenuti incompatibili con una semplice attività di recupero ambientale. Gli investigatori stanno ora verificando ruoli, responsabilità e rapporti tra imprenditori, professionisti e amministratori che, a vario titolo, avrebbero avuto contatti con la vicenda.

 

Le perquisizioni rappresentano uno degli ultimi sviluppi di un’inchiesta destinata ad approfondirsi ulteriormente nelle prossime settimane, mentre la Procura continua a raccogliere documentazione e testimonianze per ricostruire l’intera filiera delle autorizzazioni e delle attività svolte nell’area sequestrata.

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