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Maresciallo morto, Procura accelera: sentito il fratello

 

Curti. Proseguono gli accertamenti della Procura di La Spezia per fare piena luce sulla morte del maresciallo dei Carabinieri Giovanni Sparago, il 25enne originario di Curti che il 18 aprile scorso si tolse la vita utilizzando la propria pistola d’ordinanza all’interno del Comando Provinciale di La Spezia.

 

Dopo gli interrogatori del padre e della madre, avvenuti nei giorni scorsi davanti al Pubblico Ministero Monica Burani, nelle ultime ore è stato ascoltato anche il fratello Raffaele Sparago, anch’egli appartenente all’Arma dei Carabinieri.

 

Secondo quanto trapela, Raffaele avrebbe riferito agli inquirenti tutto ciò che era a sua conoscenza riguardo alla vita personale e professionale del fratello, con il quale era in costante contatto telefonico, oltre alle eventuali confidenze ricevute negli ultimi mesi.

 

Sulle dichiarazioni rese dai familiari vige il massimo riserbo. Tuttavia, gli elementi raccolti potrebbero fornire ulteriori spunti investigativi nell’ambito dell’inchiesta aperta per l’ipotesi di istigazione al suicidio a carico di persone note.

 

Parallelamente sono iniziate le operazioni di analisi dei dispositivi informatici appartenuti a Giovanni Sparago. Sotto la direzione della consulente tecnica nominata dalla Procura, la dottoressa Silvia Spallarossa di Genova, gli esperti stanno esaminando smartphone, scheda SIM, computer, iPad e due chiavette USB sequestrati nell’ambito delle indagini.

 

La famiglia Sparago, assistita dagli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo, ha nominato come consulente di parte il dottor Luca De Gregorio, esperto informatico di Napoli, che sta seguendo le attività peritali.

 

L’obiettivo degli accertamenti è verificare l’eventuale presenza di chat, messaggi, file audio, video e conversazioni scambiate dal luglio 2025 fino ai giorni immediatamente precedenti la morte del giovane maresciallo. Gli investigatori stanno inoltre cercando eventuali riferimenti a minacce, pressioni, vessazioni o segnali riconducibili a un possibile disagio personale.

 

Particolare attenzione è rivolta alle comunicazioni intercorse tra il 10 e il 18 aprile 2026, periodo considerato cruciale per ricostruire le ultime ore di vita del militare.

 

Nel frattempo sono terminati presso i RIS dei Carabinieri di Parma gli esami sui residui di polvere da sparo rinvenuti sul corpo di Sparago. Anche in questo caso gli esiti restano coperti dal massimo riserbo.

 

Attesa, infine, per i risultati definitivi dell’autopsia eseguita il 23 aprile presso l’Istituto di Medicina Legale di La Spezia. Non è escluso che i genitori del giovane possano essere nuovamente convocati dagli inquirenti per ulteriori approfondimenti.

 

L’inchiesta continua a concentrarsi sul principale interrogativo: si è trattato di un gesto volontario o vi sono elementi che possano configurare un’ipotesi di istigazione al suicidio? Una risposta che potrebbe arrivare proprio dall’analisi dei dispositivi elettronici e dalle testimonianze raccolte nelle ultime settimane.

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