Skip to main content

Dalle fogne ai caveau, ecco i 12 arrestati della banda del buco

 

Aversa/Giugliano. L’operazione che nelle scorse ore ha portato all’esecuzione di dodici misure cautelari tra le province di Napoli e Caserta accende nuovamente i riflettori sulla cosiddetta “banda del buco”, il gruppo criminale specializzato negli assalti a banche e uffici postali attraverso cunicoli sotterranei e accessi dalla rete fognaria.

 

Al centro dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli Nord non ci sono soltanto le rapine contestate, ma soprattutto l’organizzazione che, secondo gli investigatori, avrebbe permesso di realizzare colpi complessi grazie a una precisa divisione dei ruoli.

 

Sette persone sono finite in carcere: Beniamino Bellofiore, Antonio Chiariello, Domenico Chiariello, Antimo Di Matteo, Giuseppe Giappone, Giuseppe Hachroun e Antonio Martori. Per altri cinque indagati sono stati invece disposti gli arresti domiciliari: Antonio Poliniello, Simone Gigante, Francesco Pio Staterini, Giuseppe Pio Saulino e Francesco Russo.

 

Secondo la ricostruzione investigativa, il gruppo sarebbe stato composto da figure con compiti ben definiti. Da un lato gli specialisti del sottosuolo, capaci di muoversi tra fogne e cunicoli per raggiungere caveau e locali protetti. Dall’altro le sentinelle incaricate di monitorare l’esterno degli obiettivi e mantenere i contatti tramite ricetrasmittenti durante le fasi operative.

 

L’indagine trae origine dalla rapina messa a segno il 16 gennaio 2023 nella filiale della Banca Popolare di Milano di Giugliano, quando i malviventi riuscirono a introdursi all’interno dell’istituto di credito passando attraverso un tunnel collegato alla rete fognaria. Gli accertamenti successivi avrebbero consentito agli investigatori di ricostruire ruoli, spostamenti e presunti collegamenti tra i componenti del gruppo.

 

Gli inquirenti stanno inoltre verificando eventuali relazioni con altri assalti compiuti negli ultimi anni utilizzando tecniche analoghe, compreso il clamoroso colpo alla filiale del Credit Agricole di piazza degli Artisti, nel quartiere Arenella di Napoli. Al momento non risultano contestazioni specifiche in tal senso, ma le analogie operative hanno spinto gli investigatori ad approfondire possibili contatti tra gruppi criminali accomunati dalla conoscenza del sottosuolo urbano.

 

L’inchiesta resta aperta e potrebbe riservare ulteriori sviluppi nelle prossime settimane, mentre gli investigatori continuano a ricostruire la rete di rapporti e complicità che avrebbe consentito alla presunta organizzazione di operare tra il Casertano e il Napoletano.

 

Un click e sei sempre informato! Iscriviti al nostro canale WhatsApp per ricevere le news più importanti. Premi qui ed entra!