
CURTI/MARCIANISE/RECALE/MADDALONI/CASAPULLA. Il fermo di nove persone accusate di aver sequestrato, rapinato e brutalmente aggredito un imprenditore del settore delle auto e degli orologi di lusso di stanza a Curti (S.P) è stato convalidato dai giudici. L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ed eseguita dalla Polizia di Stato nelle province di Caserta e Napoli, rappresenta l’epilogo di una complessa indagine che ha portato alla luce un grave episodio criminale caratterizzato da modalità ritenute tipiche della criminalità organizzata.
Lunedì 8 giugno gli agenti hanno eseguito un provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia – nei confronti di nove indagati, ritenuti, a vario titolo, responsabili di sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina, lesioni personali e altri reati aggravati dall’uso di armi e dal metodo mafioso.
L’inchiesta, condotta dalla Squadra Mobile di Caserta, è partita dalla denuncia della vittima ed è stata sviluppata attraverso un articolato lavoro investigativo sul territorio. Gli accertamenti hanno consentito agli investigatori di ricostruire l’intera vicenda e individuare i presunti responsabili.
Secondo quanto emerso dalle indagini, nella prima decade di maggio il commerciante sarebbe stato seguito nei suoi spostamenti da un gruppo criminale. Successivamente sarebbe stato sequestrato e rapinato, per poi essere condotto in un luogo isolato dove avrebbe subito violenze e minacce finalizzate a ottenere un ingiusto profitto quantificato in diverse centinaia di migliaia di euro.
Durante l’azione criminale, la vittima sarebbe stata privata di una consistente somma di denaro contante, di un orologio di lusso e di un borsello contenente le chiavi di diverse autovetture extralusso custodite presso la concessionaria riconducibile all’imprenditore.
Le indagini hanno inoltre consentito di ricostruire i contatti tra i diversi soggetti coinvolti. Secondo l’ipotesi accusatoria, il commerciante sarebbe stato inizialmente avvicinato da persone ritenute vicine a esponenti di primo piano del clan dei Casalesi. Dopo l’arresto di questi ultimi, nella vicenda sarebbero entrati in scena soggetti riconducibili agli ambienti camorristici operanti tra Recale e Curti.
Per gli investigatori si tratterebbe di un episodio particolarmente significativo per la violenza delle modalità operative e per il clima intimidatorio imposto alla vittima, elementi che hanno portato la Direzione Distrettuale Antimafia a contestare l’aggravante del metodo mafioso.
Nei giorni scorsi il fermo disposto dalla Procura di Napoli è stato convalidato sia dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere sia da quello del Tribunale di Napoli Nord. Entrambi i magistrati, sulla base delle risultanze investigative raccolte, hanno emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tutti e nove gli indagati.
Gli indagati destinatari del fermo
Francesco Argenziano 49 anni Casapulla
Cuono Domenico Buonavolontà 32 anni Maddaloni
Pasquale Campolattano 44 anni Maddaloni
Carmine Derrotti 34 anni Domiciliato a Caivano
Andrea Menditti 51 anni Recale
Fabrizio Menditti 47 anni Recale
Antonio Rosato 50 anni Recale
Lorenzo Smeragliuolo 38 anni Marcianise
Marco Varletta 45 anni Marcianise
Nell’inchiesta risultano coinvolti a piede libero anche:
Nome e Cognome Età Comune
Marco Albertini 47 anni Napoli
Pasquale Apicella 58 anni Casal di Principe
Pasquale Corvino 40 anni Casal di Principe
L’autorità giudiziaria ricorda che i provvedimenti eseguiti sono misure cautelari adottate nella fase delle indagini preliminari e che tutti gli indagati devono considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

