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Case al mare abusive, scatta processo per 20. Ci sono nomi eccellenti

CASTEL VOLTURNO/MARCIANISE/SANTA MARIA A VICO. Tra gli imputati che il prossimo 1° luglio compariranno davanti al giudice monocratico del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per rispondere delle accuse legate a presunti abusi edilizi e occupazioni di aree demaniali nella località Bagnara di Castel Volturno, spicca anche il nome di Angela Belforte, appartenente alla nota famiglia di Marcianise.

 

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere guidata dal procuratore Pierpaolo Bruni, riguarda una vasta area del litorale domizio dove, secondo gli investigatori, nel corso degli anni sarebbero stati realizzati immobili, manufatti e opere di urbanizzazione in assenza delle necessarie autorizzazioni e, in diversi casi, su terreni appartenenti al Demanio dello Stato o al Comune di Castel Volturno.

 

Tra i venti imputati figurano Teresa Autiero, Eufemia Autiero, Eufemia Tana, Anna Lucca, Pasqualina Raucci, Margherita Buonpane, Antimo Piccirillo, Agostino Mazzotti, Rosaria Vitolo, Salvatore Bortone, Carlo D’Agostino, Angela Belforte, Rosa Tartaglione, Antonio Salvatore, Giovanbattista Mezzacapo, Maria Amarone, Carmela Dascoli, Maria Liguori, la cittadina ucraina Iryna Shynderiuk e il cittadino cinese Chen Peirui. Si tratta di persone residenti tra Marcianise, l’agro aversano, Santa Maria a Vico e Acerra. La posizione di un ventunesimo indagato è stata invece stralciata per ulteriori approfondimenti.

 

Particolare attenzione è rivolta proprio alla presenza del cognome Belforte nel fascicolo. Secondo quanto emerso durante le indagini, sette delle abitazioni sequestrate risultavano nella disponibilità di persone vicine o legate da rapporti familiari al clan Belforte di Marcianise, organizzazione che per anni ha rappresentato uno dei gruppi criminali più influenti della provincia di Caserta. Tuttavia, nel procedimento in questione, Angela Belforte risponde esclusivamente delle contestazioni urbanistiche e edilizie formulate dalla Procura.

 

L’indagine rappresenta il naturale sviluppo del maxi blitz eseguito nell’agosto 2024 da Carabinieri e Guardia Costiera, che portò al sequestro di 43 abitazioni su un totale di circa ottanta immobili presenti nell’area. Le operazioni determinarono anche lo sgombero di 65 persone e successivamente l’avvio delle procedure di demolizione.

 

L’area interessata dagli accertamenti si estende tra viale Brunelleschi, viale Andrea Violani, via Danova e il prolungamento di via Persico. Per gli investigatori, la presenza di costruzioni, strade asfaltate e altre opere avrebbe provocato una profonda trasformazione del territorio, in una zona già fortemente segnata dall’abusivismo edilizio e dal fenomeno dell’erosione costiera.

 

Tra le persone offese indicate nel procedimento figurano il sindaco pro tempore del Comune di Castel Volturno, l’Agenzia del Demanio e le amministrazioni statali competenti. La Procura ha inoltre evidenziato la necessità di una rapida definizione del processo, considerato il rischio di prescrizione per alcune contestazioni e la presenza di sequestri ancora in corso.

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