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Picchia e minaccia partner sotto l’effetto della coca, arriva la stangata

 

SAN NICOLA LA STRADA. Una condanna a 4 anni e 1 mese di reclusione per maltrattamenti aggravati nei confronti della compagna. È questa la decisione emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di un 43enne residente a San Nicola La Strada.

 

Secondo quanto emerso nel procedimento giudiziario, l’uomo avrebbe sottoposto la convivente, con la quale condivideva la vita da circa diciotto anni, a una serie di comportamenti vessatori, caratterizzati da minacce, umiliazioni e aggressioni fisiche. Nel corso del processo è stata inoltre riconosciuta la recidiva specifica infraquinquennale legata a una precedente condanna per reati in materia di stupefacenti risalente al 2023.

 

La ricostruzione dell’accusa descrive un clima familiare diventato sempre più pesante a partire dalla fine del 2024. In quel periodo il 43enne avrebbe iniziato ad assumere cocaina, sviluppando atteggiamenti aggressivi e incontrollati nei confronti della donna.

 

Tra gli episodi contestati figura una violenta lite avvenuta alla fine di dicembre, durante la quale l’uomo avrebbe insultato la compagna per poi colpirla con pugni alle braccia e alla schiena e strattonarla tirandole i capelli. Successivamente sarebbero arrivati anche numerosi messaggi dal contenuto intimidatorio e offensivo, con frasi minacciose rivolte alla vittima.

 

Le violenze sarebbero proseguite anche nei giorni successivi. Il 2 gennaio la donna sarebbe stata colpita con un calcio a una gamba mentre si trovava in casa. Pochi giorni dopo, il 7 gennaio, l’ennesimo episodio: dopo averla accusata ingiustamente e insultata con espressioni denigratorie riferite alla sua attività lavorativa, l’avrebbe schiaffeggiata al volto provocandole lesioni che hanno richiesto l’intervento dei sanitari e il successivo accesso in ospedale.

 

Nel motivare la sentenza, il giudice ha evidenziato la gravità delle condotte contestate, ritenendo provato un quadro di sopraffazione caratterizzato da continue violenze fisiche e psicologiche, minacce e atteggiamenti finalizzati a controllare e limitare la libertà della donna.

 

La presenza della recidiva per il precedente reato in materia di droga ha rappresentato un’aggravante rilevante nella determinazione della pena finale, fissata in 4 anni e 1 mese di reclusione.

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