
SANTA MARIA CAPUA VETERE. La vicenda che ha sconvolto l’area vesuviana e la provincia di Caserta si arricchisce di un nuovo capitolo. Mario Landolfi, il 48enne reo confesso del duplice omicidio avvenuto a Pollena Trocchia, avrebbe tentato di togliersi la vita nel carcere di Poggioreale. L’uomo è accusato di aver ucciso Sara Tkacz, 29 anni, originaria di Santa Maria Capua Vetere, e Lyuba Hlyva, 49 anni di nazionalità ucraina.
Secondo quanto riferito dalla moglie Fiorina Romano durante un’intervista televisiva, Landolfi avrebbe cercato di impiccarsi utilizzando un lenzuolo. «Ha ancora i segni sul collo», ha raccontato la donna. Non sarebbe stato il primo episodio critico vissuto dal detenuto. La moglie ha infatti riferito che alcuni giorni prima qualcuno avrebbe tentato di soffocarlo con un cuscino mentre dormiva nella sua cella. Dopo la denuncia agli agenti della Polizia Penitenziaria sarebbe stato disposto il trasferimento in un altro reparto.
La notizia riporta inevitabilmente l’attenzione sulla tragica morte di Sara Tkacz, giovane donna nata a Santa Maria Capua Vetere e trovata senza vita in un edificio abbandonato di Pollena Trocchia. Gli investigatori ritengono che il duplice delitto sia maturato durante incontri a pagamento degenerati in violenza.
«Ora che è lucido è pentito di quello che ha fatto», sostiene la moglie, che continua a difendere il marito. Fiorina Romano ha inoltre dichiarato: «Non avrei mai immaginato che fosse capace di uccidere qualcuno».
La donna ricorda anche la notte dell’arresto: «Lui stava dormendo. L’ho svegliato e gli ho detto: “cosa hai combinato?”. Lui mi guardò e non rispose nulla».
Intanto le indagini e gli accertamenti giudiziari proseguono mentre le famiglie delle vittime attendono che venga fatta piena luce sulla drammatica vicenda.

