
San Prisco/Vitulazio. Promettevano facili guadagni attraverso applicazioni dedicate agli investimenti in criptovalute e ai giochi online, ma secondo gli investigatori dietro quelle offerte si nascondeva un sistema studiato per impossessarsi dei dati personali degli utenti e utilizzarli per aprire carte di credito all’insaputa delle vittime.
L’inchiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, condotta dalla Polizia Postale, ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di cinque persone. L’udienza preliminare è stata fissata per gennaio 2027.
Tra gli indagati figurano Marco Canneto, 22 anni, di Santa Maria Capua Vetere; Daniele Cecere, 22 anni, residente a San Prisco; Gennaro Cuomo, 23 anni; Giuseppe Rellino, 36 anni, e Domenico Ubaldo, 28 anni, tutti originari di Torre del Greco.
Secondo l’ipotesi accusatoria, il gruppo avrebbe attirato numerosi utenti proponendo il download di applicazioni che garantivano un accredito immediato di circa 50 euro dopo la registrazione. Per ottenere il bonus richiesto era necessario inserire dati anagrafici e informazioni personali che, stando alle indagini, sarebbero poi stati utilizzati per attivare carte di credito emesse da circuiti esteri e intestate inconsapevolmente alle vittime.
Attraverso tali strumenti di pagamento sarebbero stati effettuati acquisti e operazioni finanziarie senza il consenso dei reali titolari. Le persone raggirate sarebbero almeno venticinque, residenti in varie zone d’Italia, dalla provincia di Caserta fino alla Lombardia. Tra loro anche diversi giovani tra i 18 e i 20 anni e alcuni cittadini stranieri residenti tra Vitulazio e Bellona.
Nel corso dell’attività investigativa gli indagati sono stati sottoposti a perquisizioni e sequestri di dispositivi elettronici ritenuti utili alla ricostruzione dei fatti. Gli inquirenti stimano che il presunto sistema fraudolento abbia movimentato complessivamente diverse decine di migliaia di euro.
La Procura contesta agli indagati i reati di associazione per delinquere, sostituzione di persona e truffa. Sarà ora il giudice dell’udienza preliminare a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dagli inquirenti.

