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Imprenditore sparito nel nulla, fermati in 4

 

Regionale.  Svolta nell’inchiesta sulla scomparsa di Francesco Vorraro, l’imprenditore vesuviano di cui non si hanno più notizie dal 9 febbraio scorso. Nella notte i carabinieri del Nucleo investigativo di Torre Annunziata hanno eseguito quattro provvedimenti di fermo emessi dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli.

 

L’indagine, coordinata dal pm antimafia Giuseppe Visone, ipotizza un quadro gravissimo: sequestro di persona, morte come conseguenza di altro reato e occultamento di cadavere. Accuse pesanti che trasformano definitivamente la vicenda da caso di scomparsa a possibile delitto maturato in un contesto ancora tutto da ricostruire.

 

Vorraro, indicato come imprenditore attivo nel settore agroalimentare, era residente a Somma Vesuviana ma originario di Poggiomarino. Proprio tra Poggiomarino, Somma Vesuviana, Terzigno e Sarno si è sviluppata la trama investigativa degli ultimi mesi. Le ricerche si erano concentrate in particolare nell’area vesuviana, con scavi e ruspe impiegati anche nella zona di Terzigno, dove gli investigatori hanno battuto terreni e aree isolate alla ricerca di elementi utili.

 

Un passaggio ritenuto centrale riguarda anche Sarno, dove sarebbe stata ritrovata l’auto dell’imprenditore. Da quel momento gli accertamenti si sono allargati ai contatti, agli affari e alle ultime ore di vita dell’uomo. La Dda punta ora a chiarire il movente, il ruolo dei quattro fermati e soprattutto il destino del corpo dell’imprenditore, che non è stato ancora ritrovato.

 

La notte dei fermi segna dunque una svolta, ma non chiude il mistero. Resta da capire cosa sia accaduto dopo la scomparsa e chi abbia avuto interesse a far sparire Vorraro.

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