
GRAZZANISE. La Corte d’Appello ha confermato la sentenza di condanna nei confronti di Martino Lanna, imputato in un procedimento relativo a due episodi estorsivi contestati nel territorio del Basso Volturno. I giudici di secondo grado hanno infatti ribadito la pena di quattro anni e sei mesi di reclusione già inflitta dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere al termine del processo di primo grado.
L’inchiesta prende origine dalle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Francesco Zagaria, conosciuto negli ambienti criminali come “Ciccio ‘e Brezza”, ritenuto in passato uno dei riferimenti del clan dei Casalesi nell’area del Basso Volturno e vicino alla fazione guidata da Michele Zagaria.
Secondo l’impianto accusatorio, Lanna avrebbe avuto un ruolo in due richieste estorsive rivolte ad altrettanti imprenditori della zona. Le presunte vittime sarebbero il titolare di un caseificio e il responsabile di un’azienda operante nel settore della produzione di fili e cavi elettrici con sede a Grazzanise. Gli episodi contestati risalgono al 2012.
Nel corso del giudizio di primo grado, il collegio giudicante aveva riconosciuto all’imputato l’attenuante della minima partecipazione ai fatti contestati, valutata come prevalente rispetto all’aggravante connessa alle modalità mafiose dell’azione. Un orientamento che è stato condiviso anche dalla Corte d’Appello, che ha quindi confermato integralmente il precedente verdetto.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Francesco Parente, potrà adesso valutare il ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione, ultimo grado di giudizio previsto dall’ordinamento.
Come previsto dalla legge, Martino Lanna deve essere considerato non colpevole fino all’eventuale emissione di una sentenza definitiva e irrevocabile.

