
SAN FELICE A CANCELLO. Un appello all’amministrazione comunale affinché aderisca alla cosiddetta “Rottamazione Quinquies” prevista dalla Legge n. 88/2026. A lanciarlo è Giovanni Ferrara, già sindaco di San Felice a Cancello e candidato più votato in città alle ultime elezioni regionali, che interviene sul tema attraverso una nota diffusa dal gruppo politico Noi di Centro.
Secondo Ferrara, la nuova normativa rappresenta un’opportunità concreta per consentire ai cittadini di regolarizzare la propria posizione debitoria nei confronti dell’ente locale relativamente a tributi e sanzioni come IMU, TARI e multe, pagando esclusivamente il capitale dovuto e beneficiando dell’azzeramento di interessi e sanzioni.
“Si tratta di una misura che non comporta alcun costo per il Comune – sottolinea Ferrara – e che, al contrario, può favorire l’incasso di somme che rischierebbero di rimanere inesigibili”.
L’ex primo cittadino evidenzia inoltre come numerosi enti locali in tutta Italia stiano già valutando o abbiano avviato l’iter per aderire alla misura. “Grandi città come Napoli, Roma, Genova e Palermo si stanno muovendo in questa direzione. San Felice a Cancello non può permettersi di restare indietro”, afferma.
Nella sua riflessione, Ferrara richiama anche l’aspetto sociale del provvedimento. “Chi amministra ha il dovere morale di guardare alle fasce più fragili della popolazione, a chi si trova in difficoltà economiche a causa della perdita del lavoro, di problemi di salute o di situazioni familiari complesse. Queste persone non chiedono privilegi, ma la possibilità di mettersi in regola pagando quanto effettivamente dovuto”.
Il rappresentante di Noi di Centro rende noto che il gruppo ha già formalizzato una richiesta all’amministrazione comunale affinché la questione venga portata all’attenzione del Consiglio comunale.
L’appello è rivolto in particolare al neo assessore al Bilancio, Luca Alfredo D’Andrea, e alla maggioranza consiliare. “Portate questa delibera in Consiglio”, conclude Ferrara, ribadendo che “San Felice lo merita e lo meritano le sue famiglie”.
La proposta è destinata ad alimentare il dibattito politico nelle prossime settimane, con l’attesa di una risposta ufficiale da parte dell’esecutivo cittadino sulla possibilità di aderire alla misura prevista dalla normativa nazionale.

