
PIGNATARO MAGGIORE. Si avvia verso una nuova fase l’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere che coinvolge Giorgio Magliocca, già sindaco di Pignataro Maggiore ed ex presidente della Provincia di Caserta. Nelle ultime ore è stato notificato agli indagati l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, atto che precede le eventuali decisioni della magistratura sull’esercizio dell’azione penale.
Come previsto dall’ordinamento, la notifica rappresenta un passaggio procedurale che consente agli indagati e ai rispettivi difensori di prendere visione degli elementi raccolti dagli inquirenti e di presentare memorie, documentazione o richieste di interrogatorio entro il termine stabilito dalla legge. Resta fermo il principio della presunzione di innocenza fino a una eventuale sentenza definitiva di condanna.
Secondo l’ipotesi investigativa, al centro dell’indagine vi sarebbe un presunto sistema di rapporti tra imprenditori e pubblici amministratori finalizzato all’assegnazione di lavori e appalti riconducibili alla Provincia di Caserta e al Comune di Pignataro Maggiore. Gli inquirenti contestano ipotesi di corruzione, ritenendo che somme di denaro sarebbero state trasferite attraverso intermediari per favorire l’affidamento di opere pubbliche.
Conclusa la fase investigativa, il pubblico ministero dovrà ora valutare le successive determinazioni. Trascorsi i venti giorni previsti per le difese, potrà essere richiesta l’archiviazione oppure il rinvio a giudizio degli indagati, che dovrà poi essere esaminato dal giudice dell’udienza preliminare.
Oltre a Giorgio Magliocca, figurano tra gli indagati Cosimo Rosato e Alfonso Valente di Marcianise, Luigi De Lucia e Alfonso De Lucia di Vitulazio, l’imprenditore Gianpaolo Benedetti, Adolfo Raimondo di Santa Maria Capua Vetere e Antonietta Nacca, ex vicesindaco di Macerata Campania e rappresentante legale della società Penta Signal srl.
Nel corso dell’inchiesta alcune posizioni sono state separate dal procedimento principale dopo l’avvio della collaborazione con gli investigatori da parte di alcuni funzionari, tra cui Gerardo Palmieri e Baldo Marcello.
Parallelamente resta aperto anche il contenzioso relativo alla richiesta di misura cautelare avanzata dalla Procura nei confronti di Magliocca. I magistrati hanno infatti impugnato davanti alla Corte d’Appello di Napoli il provvedimento con cui il giudice per le indagini preliminari aveva rigettato la richiesta di arresto dell’ex presidente della Provincia.

