
PIGNATARO MAGGIORE. La Corte d’Appello di Napoli ha confermato le assoluzioni già pronunciate in primo grado nel procedimento sulle presunte estorsioni ai danni di Maurizio e Silvio Cenname, rigettando integralmente l’impugnazione presentata dalla Procura.
La decisione è stata adottata dalla seconda sezione penale della Corte d’Appello, presieduta dal giudice Iorio con il magistrato Valentini a latere. I giudici hanno inoltre dichiarato il non doversi procedere nei confronti di Pietro Ligato e Fabio Papa, entrambi deceduti nel corso dell’iter giudiziario. Ligato era morto suicida, mentre Papa ha perso la vita in un incidente stradale.
Nel procedimento figuravano imputati Pietro Ligato, Antonio Raffaele Ligato, Felicia Ligato, Maria Giuseppa Lubrano e Fabio Papa. In primo grado il pubblico ministero aveva avanzato richieste di condanna molto pesanti, comprese tra i dieci e i dodici anni di carcere per alcuni imputati, ma il gup Baldassarre aveva assolto tutti.
Dopo quella sentenza, la Procura aveva deciso di proporre appello ottenendo la riapertura dell’istruttoria dibattimentale. Nel corso del nuovo esame, il 1° ottobre 2025 sono stati ascoltati in aula Maurizio e Silvio Cenname, costituiti parte civile nel processo.
Durante la discussione finale il Procuratore Generale aveva chiesto la condanna degli imputati ancora in vita. Anche i legali delle parti civili, gli avvocati De Rosa e Stellato, avevano sollecitato l’accoglimento dell’appello con il riconoscimento dei risarcimenti.
Di opposto orientamento i difensori degli imputati, gli avvocati Carlo De Stavola ed Emilio Martino, che hanno sostenuto la correttezza della sentenza emessa in primo grado ottenendone la conferma definitiva anche in Appello.
Con la decisione pronunciata nelle scorse ore, la Corte ha quindi confermato integralmente le assoluzioni già stabilite dal gup Baldassarre.

