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Tenta di uccidere 50enne dopo uno sfottò: 62enne condannato a 8 anni per aver sparato fuori ad un bar

Giugliano/Santa Maria Capua Vetere. Il Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Napoli Nord, dott.ssa Mariangela Guida, al termine del giudizio abbreviato, ha condannato a 8 anni di reclusione Salvatore D’Agostino, 62enne di Giugliano, incensurato, difeso dall’avvocato Matteo Casertano del foro di Giugliano.

L’imputato era accusato di tentato omicidio ai danni di Domenico Quaranta, 50 anni, che nel processo si è costituito parte civile assistito dagli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo di Santa Maria Capua Vetere. Le richieste della parte civile, così come quelle del Pubblico Ministero, sono state integralmente accolte dal giudice.

I fatti risalgono al 13 giugno dello scorso anno. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini e del processo, Salvatore D’Agostino, dopo essere stato deriso da un suo concittadino, Domenico Quaranta, originario di Santa Maria Capua Vetere ma residente da tempo a Giugliano, avrebbe tentato di ucciderlo utilizzando una pistola detenuta illegalmente. L’uomo esplose quattro colpi d’arma da fuoco contro la vittima.

Determinanti per le indagini furono le numerose tracce lasciate dall’aggressore e il lavoro investigativo condotto dalle forze dell’ordine, che portarono rapidamente alla sua cattura. D’Agostino fu quindi trasferito nel carcere di Poggioreale in esecuzione di un decreto di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord e successivamente convalidato dal Gup, che dispose nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere.

A carico del 62enne, i carabinieri della Compagnia di Giugliano raccolsero diversi gravi indizi: il riconoscimento da parte della vittima, le immagini dei sistemi di videosorveglianza, numerose testimonianze e una consulenza medico-legale. Inutili i tentativi di sottrarsi alle ricerche: subito dopo il fatto D’Agostino si nascose nell’abitazione di un’anziana zia, dove venne rintracciato all’alba del giorno successivo dopo un’accurata perquisizione.

Il ferimento di Domenico Quaranta, anch’egli incensurato, avvenne all’esterno di un bar situato in via Oasi Sacro Cuore, a Giugliano, locale abitualmente frequentato da entrambi.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, già nei giorni precedenti tra i due vi erano stati contrasti dovuti ad alcune battute di scherno rivolte da Quaranta a D’Agostino. La sera dell’agguato, dopo un nuovo diverbio, il 62enne si sarebbe allontanato per poi tornare poco dopo armato di pistola. Sedutosi al tavolo dove si trovava Quaranta, avrebbe estratto improvvisamente l’arma facendo fuoco quattro volte e colpendo la vittima al torace, alla gamba destra e al piede sinistro.

Dopo l’aggressione, D’Agostino si rese irreperibile fino alla cattura avvenuta il giorno seguente. Da allora è detenuto nel carcere di Poggioreale con le accuse di tentato omicidio, porto illegale di arma da fuoco e ricettazione.

La sentenza di primo grado, pronunciata oggi, segna un primo punto fermo nella vicenda giudiziaria. Il giudice non ha ritenuto credibile la versione fornita dall’imputato che, nel corso dell’udienza con rito abbreviato, aveva sostenuto di non voler uccidere Domenico Quaranta, affermando invece di aver avuto l’intenzione di sparare a terra.

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