
Secondigliano. Si continua a morire in carcere e di carcere. Un detenuto di 42 anni è deceduto per cause ancora sconosciute nel carcere di Secondigliano, a Napoli durante la giornata di venerdì. La brutta notizia è stata diffusa sui social Samuele Ciambriello, Garante dei detenuti della Campania. Sulla vicenda la magistratura ha disposto l’autopsia per chiarire le cause del decesso.
L’identità della vittima non è stata ancora resa nota. Con questa nuova tragedia salgono a 85 le persone morte negli istituti penitenziari italiani dall’inizio dell’anno. Di queste, 24 si sono tolte la vita. Numeri che continuano ad alimentare l’allarme sulle condizioni delle carceri italiane, tra sovraffollamento, carenza di assistenza sanitaria e forte disagio psicologico dei detenuti.
Particolarmente preoccupante la situazione in Campania, dove dall’inizio del 2026 sono già sei le persone decedute in carcere: tre per suicidio, una per cause naturali e due, compresa quella avvenuta a Secondigliano venerdì, per cause ancora in fase di accertamento.
L’ennesima morte riaccende il dibattito sulle condizioni del sistema penitenziario italiano e sulla necessità di interventi urgenti per garantire tutela della salute, dignità e sicurezza all’interno delle strutture detentive.

