
San Prisco. Per oltre trent’anni avrebbe sottoposto l’ex moglie a continue vessazioni fisiche e psicologiche. È arrivata con rito abbreviato la sentenza nei confronti di un 59enne di Santa Maria Capua Vetere, giudicato colpevole di maltrattamenti nei confronti della sua ex compagna, una 54enne residente a San Prisco.
Il giudice monocratico del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha condannato l’uomo a un anno e otto mesi di reclusione, accogliendo in parte il quadro accusatorio ricostruito dalla Procura. Il pubblico ministero aveva chiesto una pena più severa, pari a tre anni.
Secondo le indagini, i comportamenti violenti sarebbero iniziati alla fine degli anni Ottanta e sarebbero andati avanti fino all’arresto avvenuto nell’aprile scorso. La donna avrebbe subito per anni aggressioni durante litigi domestici: schiaffi, strattoni e lanci di oggetti. In un episodio, l’uomo avrebbe scagliato un coltello da cucina che la colpì a un braccio mentre erano seduti a tavola. In altre circostanze le avrebbe lanciato un bicchiere di vetro, provocandole una ferita vicino all’orecchio, e persino una scarpa che le causò la lussazione di un dito.
La relazione tra i due si era conclusa nell’agosto del 2025 ma, nonostante la separazione e la nuova relazione intrapresa dalla donna, il 59enne avrebbe continuato a perseguitarla. Tra gli episodi contestati anche un inseguimento in auto ai danni della ex e del nuovo compagno.
Determinante sarebbe stato quanto accaduto il 21 aprile 2026, giorno dell’arresto. L’uomo avrebbe seguito la donna fino nei pressi della caserma dei carabinieri, dove lei si rifugiò riuscendo a evitare una nuova aggressione.
Nel corso del processo la difesa ha evidenziato alcune incongruenze temporali nei racconti relativi ai primi episodi di violenza. Alcuni fatti più datati sono stati dichiarati prescritti e il quadro accusatorio è stato in parte ridimensionato. L’uomo resta comunque detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

