Inseguimento in Audi, 5 fermati: ecco chi sono e dove sono finiti

 

Capodrise/Marcianise. Un inseguimento ad alta velocità tra Caserta e Capodrise si è concluso con cinque arresti da parte dei carabinieri. La vicenda conferma l’esclusiva lanciata nella serata di ieri da Edizione Caserta sul maxi intervento delle forze dell’ordine avvenuto tra viale Carlo III e viale Europa, tra sirene, posti di blocco e momenti di forte tensione.

Tutto è partito durante un normale servizio di controllo del territorio da parte della Sezione Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Caserta. I militari hanno notato un’Audi RS SUV che procedeva con movimenti sospetti lungo il trafficato viale Carlo III di Borbone. Alla richiesta di fermarsi, il conducente avrebbe invece accelerato improvvisamente dando vita a una fuga pericolosa tra le arterie cittadine.

Secondo quanto ricostruito dall’Arma, durante l’inseguimento l’auto avrebbe effettuato sorpassi azzardati e manovre rischiose mettendo in pericolo automobilisti e pedoni. I carabinieri hanno mantenuto il contatto con il veicolo fino a Capodrise dove, giunti in viale Europa, gli occupanti hanno abbandonato il SUV tentando la fuga a piedi.

L’intervento del commerciante eroe

Uno è stato sgambettato dal commerciante Antonio Tartaglione intervenuto con un tackle alla Cannavaro versione Germania 2006.

Immediatamente è scattato il piano di ricerca con il supporto dei carabinieri della Stazione di San Nicola la Strada e della Compagnia di Marcianise. Dopo alcuni minuti di ricerche nelle strade vicine, tutti e cinque i fuggitivi sono stati bloccati. Durante le operazioni avrebbero opposto resistenza spintonando i militari.

Gli arrestati sono un 25enne dell’area di Secondigliano, un 20enne residente a Castel Volturno, un 44enne cittadino serbo senza fissa dimora, un 47enne residente nella zona di Secondigliano e un altro 25enne domiciliato nell’area nord di Napoli.

Nel corso delle perquisizioni i carabinieri hanno sequestrato numerosi attrezzi da scasso tra cui piedi di porco, flessibili, cacciaviti, mazze e guanti da lavoro. Rinvenuta anche una paletta contraffatta simile a quelle utilizzate dalle forze dell’ordine. Sull’auto erano inoltre installati dispositivi luminosi e sonori analoghi a quelli di servizio.

Accertato anche che la targa applicata sul SUV risultava rubata e associata a un altro veicolo mentre nell’abitacolo è stata trovata la targa estera originale.

I cinque sono stati arrestati con accuse che vanno dalla resistenza e violenza a pubblico ufficiale alla ricettazione, fino al possesso di segni distintivi contraffatti e grimaldelli. Dopo le formalità di rito sono stati trasferiti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

(Qui l’articolo precedente)

Un click e sei sempre informato! Iscriviti al nostro canale WhatsApp per ricevere le news più importanti. Premi qui ed entra!