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Cambiano le visite fiscali per i lavoratori in malattia: nuovi orari e certificati

visite fiscali inps

NAZIONALE – Chi si assenta dal lavoro per malattia ora troverà un sistema di controlli più stringente. La Legge di Bilancio ha introdotto nuove misure per potenziare le verifiche dell’INPS sulle assenze per motivi di salute, una risposta diretta alla crescita costante dei certificati medici: nella sola seconda metà del 2025, l’Istituto ne ha ricevuti 14 milioni, il 2,8% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Le visite domiciliari hanno sfiorato le 400.000, ma l’aumento dei controlli fatica a tenere il passo rispetto ai certificati, trainati dal settore privato dove si concentra oltre il 78% delle comunicazioni.

Le novità riguardano più fronti. Sul piano tecnologico, diventa operativo un nuovo portale telematico integrato nella Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), attraverso il quale i datori di lavoro potranno richiedere le visite ispettive in modo più rapido e diretto. Viene inoltre aumentato il numero di medici abilitati a effettuare le visite domiciliari per conto dell’ente.

La novità più rilevante per i lavoratori riguarda gli orari delle visite domiciliari, che da quest’anno sono uguali per tutti, sia dipendenti pubblici che privati. In osservanza della sentenza del TAR del Lazio n. 16305, sparisce la disparità che esisteva tra i due settori. Chi è in malattia è obbligato a farsi trovare a casa tra le 10 e le 12 e tra le 17 e le 19, senza distinzione tra giorni feriali e festivi.

È comunque possibile assentarsi durante questi orari in presenza di validi motivi legati al percorso di cura: visite specialistiche, esami clinici o terapie. La differenza rispetto all’assenza ingiustificata sta nella documentazione scritta che attesta la validità dello spostamento.

Sono esonerati dall’obbligo di reperibilità i lavoratori con patologie gravi che richiedono terapie salvavita, quelli con invalidità pari o superiore al 67% e chi è in malattia per infortuni sul lavoro.

Le conseguenze per chi non si fa trovare durante una visita ispettiva restano severe. La mancata reperibilità può portare a sanzioni economiche o disciplinari, alla perdita dell’indennità nei primi giorni di assenza e alla decurtazione del trattamento in caso di recidiva. Rimangono invece invariate le regole sulla procedura: il medico curante ha l’obbligo di inviare il certificato all’INPS entro il giorno successivo all’inizio della malattia, e il lavoratore deve comunicare il numero di protocollo al datore entro 48 ore.

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