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Reddito di libertà, contributo di 530 euro al mese: a chi spetta

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NAZIONALE – Arrivano novità importanti sul Reddito di Libertà, il sostegno economico destinato alle donne vittime di violenza che si trovano in condizioni di difficoltà economica. Con una nuova circolare pubblicata il 9 aprile, l’INPS ha aggiornato le indicazioni operative sulla misura, introducendo anche l’aumento dell’importo del contributo.

Il provvedimento attua quanto previsto dal decreto interministeriale del 17 settembre 2025 e stabilisce che il contributo mensile potrà arrivare fino a 530 euro, erogati per un massimo di dodici mesi, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili.

La circolare chiarisce che l’aumento riguarda anche alcune richieste già presentate in passato. In particolare, le domande accolte nel 2025 potranno beneficiare di un’integrazione dell’importo fino alla nuova soglia di 530 euro mensili.

L’adeguamento sarà effettuato utilizzando i fondi messi a disposizione dallo Stato o eventuali risorse regionali destinate al finanziamento della misura. Una volta completata l’integrazione delle domande accolte nel 2025, l’INPS procederà con l’esame e il pagamento delle richieste presentate nel 2026, sempre nei limiti dei fondi disponibili.

L’Istituto provvederà a comunicare direttamente alle interessate l’esito delle domande e l’avvio dei pagamenti. La circolare ricorda anche che le domande presentate entro il 31 dicembre 2025 e rimaste escluse per esaurimento delle risorse sono decadute, ma le interessate possono ripresentare la richiesta nel corso del 2026. Il periodo utile per farlo va dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.

Il Reddito di Libertà non può essere richiesto direttamente dalle interessate sul portale INPS. La procedura prevede infatti che la domanda venga trasmessa tramite il Comune di residenza, che deve verificare prima il possesso dei requisiti.

Gli enti locali sono chiamati a controllare la completezza dei dati e accertare sia lo stato di bisogno economico sia il percorso di fuoriuscita dalla violenza, spesso intrapreso con il supporto dei centri antiviolenza.

La misura rappresenta uno strumento concreto per aiutare le donne a riconquistare autonomia economica e avviare un nuovo percorso di vita lontano da situazioni di violenza.

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