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Trema l’imprenditore-pentito: rischia di perdere status

 

CAPUA/GRAZZANISE. È sotto esame la posizione del collaboratore di giustizia Francesco Zagaria, conosciuto negli ambienti criminali come Ciccio ‘e Brezza. La Commissione Centrale incaricata di stabilire e applicare le misure speciali di protezione, attiva presso il Ministero dell’Interno, sta valutando il futuro del suo percorso da pentito.

Il parente del boss dei Casalesi Michele Zagaria, figura di riferimento nella zona della Terra dei Mazzoni, potrebbe perdere sia il programma di protezione sia lo status di collaboratore ottenuto nel 2019. A pesare sulla decisione ci sarebbe un episodio ritenuto incompatibile con il percorso di collaborazione, che avrebbe incrinato la sua posizione.

Nel corso delle sue dichiarazioni, Zagaria ha ricostruito le tappe del suo ingresso nel clan, risalente agli anni successivi a un duplice omicidio che segnò gli equilibri interni: quello di Gennaro Licenza e Giovanni Sagliano, uccisi da Sebastiano Caterino mentre tentavano di prestare soccorso a Michele Zagaria dopo un incidente stradale. Lo stesso Caterino, figura di spicco della criminalità bardelliniana, sarebbe poi stato eliminato anni dopo in un agguato a Santa Maria Capua Vetere.

Nel suo racconto emergono anche i rapporti con esponenti storici del gruppo, tra cui Salvatore Nobis, detto “Scintilla”, e Nicola Del Villano, uomo di fiducia del boss durante la sua latitanza. Quest’ultimo avrebbe avuto un ruolo chiave nelle attività estorsive e nei contatti diretti con il vertice del clan.

Tra gli episodi ricostruiti figura anche un’iniziativa economica legata a un deposito di materiali edili a San Prisco. Secondo quanto riferito, l’attività era stata avviata sulla base di prospettive di sviluppo edilizio nella zona, con la previsione della costruzione di centinaia di abitazioni, che avrebbero garantito un ampio giro d’affari.

Le dichiarazioni di Ciccio ‘e Brezza hanno contribuito a numerose indagini, sia passate che recenti, comprese operazioni che hanno portato all’arresto di diversi esponenti del clan dei Casalesi. Ora però il suo percorso di collaborazione rischia una brusca interruzione, con la Commissione chiamata a decidere se confermare o revocare le misure di protezione.

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