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Muore a 15 anni durante cena a Roma: lacrime e commozione per l’ultimo saluto a Sofia

Maddaloni. Ieri mattina, alle ore 10:30, si sono tenuti i funerali di Sofia di Vico, la 15enne deceduta mentre si trovava a Ostia per un torneo di basket che si stava tenendo a Roma, presso la chiesa della Santissima Annunziata a Maddaloni.

La cerimonia è stata caratterizzata da commozione e lacrime. In tanti sono accorsi per dare l’ultimo saluto alla giovane atleta. Alla cerimonia era presene anche il vescovo della Diocesi di Caserta don Pietro Lagnese che ha avuto un incontro con Fabio e Antonella, i genitori della vittima, e insieme ai parroci del territorio ha pregato per lei.

La 15enne, una promessa del basket, giovedì sera si trovava in un ristorante e ha accusato un malore a causa di un’allergia alla proteina del latte. Purtroppo per lei non c’è stato nulla da fare. A toglierle la vita uno shock anafilattico. Giocava per la “Unio Basket Maddaloni”.

La chiesa, durante la cerimonia, era piena di persone accorse per dire addio alla giovane, ma anche per supportare la famiglia. Tra loro c’era anche il sindaco Andrea De Filippo con la fascia tricolore e il presidente del Consiglio comunale  Angelo Campolattano e anche gli amici del suo liceo e gli insegnanti.

Durante la cerimonia, le compagne di squadra di Sofia hanno indossato la maglia col numero 30, il numero della 15 con la scritta “Ciao Boss”, come dedica per la loro amica andata vita. Una delle sue amiche ha voluto dedicarle delle toccanti parole commossa e quasi in lacrime:

“Con i tuoi silenzi e i tuoi bellissimi occhi in cui si poteva vedere il mondo, con la compostezza di tua madre e l’ironia di tuo padre, eri speciale. Amavi il basket più di ogni altra cosa. La tua vita, seppur breve, è stata immensa per chi ha avuto la fortuna di conoscerti. Brava Sofia, stai seminando bene, continua così. Sono state le ultime parole che ti ho rivolto. Da lassù continua a prenderci in giro e a darci la forza di capire che dietro questo dolore c’è un disegno più grande”.

Ci sono state poi altre testimonianze, tutte caratterizzate da dolore e commozione. Oltre a ciò, le indagini proseguono e la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.

La famiglia di Sofia ha incaricato degli avvocati per fare chiarezza sull’accaduto. Sotto la lente di ingrandimento i tempi di soccorso dopo il primo allarme. Stando ai  primi accertamenti, ancora da confermare, sembra che la prima ambulanza intervenuta non avesse a bordo il rianimatore.

Il secondo mezzo che è poi arrivato sul posto si. Oltre a ciò, sembra che il padre di Sofia le abbia somministrato il farmaco salvavita, ma per cause ancora non chiare, non ha funzionato. E gli investigatori stanno indagando anche sull’iniettore di adrenalina per capire le cause del malfunzionamento.

E si dovrà anche attendere almeno tre mesi per per il campionamento del sangue alla ricerca di enzimi che possano indicare una reazione allergica, gli
esami istologici sui tessuti prelevati e l’analisi minuziosa del cibo che la ragazza ha ingerito, per verificare l’eventuale presenza di tracce di lattosio.

Immagini da Tg Regione.

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