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Accoltellato in discoteca, vittima identificata: due comunità col fiato sospeso

 

San Prisco/Castel Volturno. Non solo la violenza improvvisa, non solo il caos davanti al locale e la corsa disperata ai soccorsi. Nella vicenda del giovane accoltellato nella serata di Pasqua sul litorale di Castel Volturno emerge anche il profilo della vittima: Sebastiano S., ragazzo di 20 anni, originario di San Prisco.

È questo uno degli elementi che aggiunge un ulteriore livello di lettura all’episodio avvenuto nella zona di Ischitella, in via Paganini, nei pressi del lido Selvetta. Una serata di festa, come tante, che nel giro di pochi istanti si è trasformata in un incubo.

Secondo quanto emerso, il ragazzo sarebbe rimasto coinvolto in una lite scoppiata all’esterno della struttura, mentre numerosi giovani erano in attesa di entrare. Poi il degenerare della situazione, i fendenti, il fuggi fuggi generale, le urla. Sebastiano è rimasto ferito in modo serio ed è stato soccorso, con l’attivazione immediata del pronto soccorso e delle forze dell’ordine. In un primo momento è stato trasferito a Pineta Grande, mentre gli investigatori hanno avviato gli accertamenti per ricostruire ogni passaggio della serata.

Ma al di là della dinamica investigativa, a colpire è proprio la storia di un ragazzo di provincia che si era spostato per vivere qualche ora di svago e si è invece ritrovato in un episodio di sangue. San Prisco segue con apprensione gli sviluppi della vicenda, mentre resta forte la preoccupazione per quanto avvenuto in uno dei luoghi simbolo del divertimento festivo sul territorio.

L’identità della vittima consente anche di comprendere meglio la portata dell’episodio: non una storia lontana o circoscritta alla sola movida del litorale, ma una vicenda che tocca direttamente il Casertano interno, coinvolgendo un giovane conosciuto nella sua comunità. E proprio da qui parte oggi il vero approfondimento: chi è Sebastiano, da dove veniva e come una serata di festa si sia trasformata in un dramma che ha scosso due territori, da San Prisco a Castel Volturno. Dalle indagini spunterebbero anche altre liti collegate alla zuffa culiminata nel sangue.

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