
CASTEL VOLTURNO. Partirà il prossimo 27 aprile il procedimento giudiziario che vede coinvolte venti persone accusate di irregolarità edilizie lungo il litorale Domizio. Gli imputati compariranno davanti al giudice del tribunale di Santa Maria Capua Vetere per rispondere, a vario titolo, di violazioni in materia urbanistica e occupazione abusiva di suolo demaniale.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura sammaritana, ha acceso i riflettori su un fenomeno diffuso lungo un ampio tratto di costa. Le indagini hanno riguardato decine di chilometri compresi tra la foce del Lago Patria e quella del fiume Garigliano, area che segna il confine tra la Campania e il Lazio. Un lavoro investigativo articolato che ha consentito di individuare numerosi interventi edilizi realizzati senza autorizzazioni o in difformità rispetto alle norme vigenti.
Nel corso di una recente conferenza stampa, gli inquirenti hanno illustrato i risultati dell’attività svolta, evidenziando come il fenomeno degli abusi abbia inciso in maniera significativa sul territorio costiero. In diversi casi le strutture ritenute irregolari sono già state demolite, mentre per altre è previsto l’abbattimento nei prossimi mesi.
Non sono mancati episodi in cui gli stessi proprietari degli immobili si sono attivati direttamente per procedere alla rimozione delle opere contestate, collaborando con le autorità per il ripristino dello stato dei luoghi.
Il processo rappresenta un passaggio cruciale per accertare le responsabilità dei soggetti coinvolti e per fare chiarezza su una vicenda che interessa un’area di grande valore ambientale e paesaggistico. L’obiettivo delle istituzioni resta quello di contrastare in modo deciso ogni forma di abusivismo e garantire la tutela del litorale, attraverso interventi di controllo, repressione e recupero del territorio.

