
Casapesenna/Mondragone. Nuovi sviluppi emergono dall’inchiesta sulle attività del gruppo Zagaria del clan dei Casalesi, che ha portato nelle scorse ore a 23 arresti. Tra gli atti dell’indagine compaiono anche i nomi del consigliere regionale Giovanni Zannini e dell’ex sindaco di Mondragone Virgilio Pacifico: è importante chiarire che entrambi non risultano indagati.
Secondo la ricostruzione degli investigatori della Direzione distrettuale antimafia, i due avrebbero avuto un ruolo nei contatti che avrebbero favorito la società Isvec, riconducibile all’imprenditore Ivano Balestriere (attualmente ai domiciliari), nell’ottenere il servizio di raccolta rifiuti nel Comune di Mondragone.
Al centro dell’inchiesta c’è anche la figura di Filippo Capaldo, ritenuto vicino al boss Michele Zagaria, che – secondo gli inquirenti – avrebbe investito circa 200mila euro nella società attraverso il suo referente Alfonso Ottimo, ottenendo così profitti non tracciati derivanti dall’attività aziendale.
Fondamentale, per gli investigatori, sarebbe stato il ruolo di Franco Lombardi, 53enne finito in carcere, indicato come una sorta di intermediario del clan. Lombardi avrebbe curato i rapporti con ambienti politici e istituzionali, muovendosi tra diversi comuni del Casertano, tra cui Mondragone, Santa Maria Capua Vetere e Casapulla.
Le indagini fanno riferimento anche a contatti risalenti al 2019 tra Lombardi e il consigliere Zannini, in vista delle elezioni regionali del 2020. In alcune conversazioni intercettate, Lombardi avrebbe manifestato la propria disponibilità a garantire un pacchetto di voti, ricevendo in cambio attenzione e disponibilità.
Dopo uno di questi incontri, avvenuto nel periodo estivo, la Isvec avrebbe accelerato le procedure per inserirsi nel sistema degli appalti locali, presentando richiesta al Comune per il servizio di igiene urbana. Pochi giorni più tardi, il 7 agosto 2019, l’amministrazione guidata da Pacifico affidò in via d’urgenza proprio alla Isvec il servizio rifiuti, motivando la decisione con una situazione emergenziale legata alla gestione precedente.
Una scelta che, secondo il giudice per le indagini preliminari, presenterebbe criticità, anche alla luce della presunta mancanza dei requisiti necessari da parte della società. Nel periodo compreso tra agosto 2019 e marzo 2020, la Isvec avrebbe fatturato circa 1,9 milioni di euro per il servizio svolto.
L’inchiesta prosegue per chiarire i rapporti tra imprenditoria, politica e ambienti criminali, con l’obiettivo di delineare eventuali responsabilità penali e ricostruire l’intero sistema di gestione degli appalti pubblici nel territorio.
Nella foto Zannini estraneo a questa inchiesta

