
CASTEL VOLTURNO/VILLA LITERNO. Nuovi sviluppi nell’inchiesta sull’inquinamento alla foce dei Regi Lagni, nel territorio di Castel Volturno. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Mauro Bottone, ha disposto la fissazione dell’udienza preliminare per sette persone, tra dirigenti pubblici e responsabili legati alla gestione dell’impianto.
Al centro dell’indagine c’è il funzionamento della griglia situata alla foce del canale, ritenuta dagli inquirenti gestita in modo non adeguato. Secondo l’accusa, la manutenzione dell’impianto sarebbe stata irregolare e insufficiente, sia dal punto di vista ordinario che straordinario, compromettendo la sua funzione principale: bloccare i rifiuti solidi prima che raggiungano il mare.
Nel registro degli indagati figurano diversi rappresentanti della Sma Campania che si sono succeduti negli anni alla guida della società, oltre a dirigenti del settore ecologia della Provincia di Caserta e responsabili tecnici dell’impianto. Le posizioni riguardano differenti periodi di gestione, ma tutte sono accomunate dalle contestazioni legate al mancato corretto funzionamento del sistema.
Gli investigatori ritengono che proprio queste carenze abbiano provocato conseguenze rilevanti sul territorio. In particolare, l’accumulo di rifiuti avrebbe contribuito a innalzare il livello delle acque del canale in prossimità della foce, causando fenomeni di allagamento e il ritorno delle acque provenienti dall’impianto di depurazione di Villa Literno.
Non solo criticità idrauliche. Secondo quanto ricostruito, la situazione avrebbe avuto un impatto diretto anche sull’ambiente circostante. La foce dei Regi Lagni, infatti, sarebbe stata segnata dalla presenza costante di rifiuti, acqua torbida e cattivi odori, elementi che avrebbero compromesso l’equilibrio dell’ecosistema locale.
Tra le contestazioni mosse agli indagati c’è anche quella relativa alla gestione economica dell’impianto: sarebbero stati utilizzati fondi regionali senza le necessarie autorizzazioni per sostenere le spese legate al funzionamento e alla manutenzione.
L’udienza preliminare, fissata per il prossimo mese di giugno, sarà decisiva per stabilire se gli indagati dovranno affrontare il processo. Un passaggio chiave per fare luce su una vicenda che intreccia ambiente, gestione dei rifiuti e responsabilità amministrative in un’area già fortemente esposta a criticità ambientali.

