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Ucciso nella cucina del ristorante, via al processo

 

CAPUA. Sarà giudicato con rito abbreviato Hawlader Pranto, il 21enne di origine bengalese accusato dell’omicidio del 17enne Alangie Sabally, ucciso all’interno delle cucine della Masseria Adinolfi, nella frazione Sant’Angelo.

La scelta del rito alternativo è arrivata al termine del confronto in aula sull’esclusione dell’aggravante dei futili motivi, elemento che ha consentito all’imputato di accedere al procedimento abbreviato. Il giovane, assistito dall’avvocato Paolo Di Furia, dovrà presentarsi davanti al giudice nel prossimo mese di maggio.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la tragedia si sarebbe consumata al culmine di una lite particolarmente accesa tra i due ragazzi, entrambi impegnati lavorativamente all’interno della struttura. Il diverbio, inizialmente verbale, si sarebbe rapidamente trasformato in uno scontro fisico.

Nel corso della colluttazione, il 21enne avrebbe impugnato un paio di forbici, colpendo il 17enne in maniera fatale. Un gesto che, secondo l’accusa, ha posto fine alla vita del giovane in pochi istanti.

Diversa, invece, la versione fornita dalla difesa. L’imputato sostiene infatti di aver reagito a un’aggressione, parlando quindi di un’azione compiuta per legittima difesa.

Le indagini sono state coordinate dai pubblici ministeri Gionata Fiore e Mariangela Condello, mentre gli accertamenti sul campo sono stati eseguiti dai carabinieri della compagnia di Capua. Sarà ora il giudice, nel corso del processo, a chiarire definitivamente la dinamica dei fatti e le eventuali responsabilità.

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