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Clan a conduzione familiare e affari, ecco chi sono i 23 arrestati

L’aggiornamento

L’elenco dei 23 arrestati nell’operazione di stamattina e degli altri 19 indagati

MISURA CAUTELARE IN CARCERE

Francesco Adinolfi (1983, Villaricca);
Aldo Bianco (1993, Santa Maria Capua Vetere);
Carlo Bianco (1984, Villaricca);
Andrea Bortone (1981, Aversa);
Filippo Capaldo (1977, Caserta);
Rolando D’Angelo (1985, Capua);
Antonio De Rosa (1982, Caserta);
Giuseppe Granata (1983, Villaricca);
Biagio Ianuario (1977, Capua);
Carmine Iavarone (1956, San Marcellino);
Franco Lombardi (1973, Caserta);
Alfonso Ottimo (1965, Simmeringen – Germania);
Pasquale Padulo (1983, Caserta);
Giacomo Penna (1971, Afragola);
Giovanni Riccio (1994, Mugnano di Napoli);
Angelo Antonio Salviati (1982, Aversa);
Biagio Vallefuoco (1974, Villaricca);
Antonio Zagaria (1962, San Cipriano d’Aversa);
Carmine Zagaria (1968, San Cipriano d’Aversa).

ARRESTI DOMICILIARI

Ivano Balestriere (1983, Lacco Ameno);
Armando Ialunese (1982, Aversa);
Carlo Pellegrino (1957, Villa di Briano);
Biagio Sagliocco (1976, Aversa).

INDAGATI A PIEDE LIBERO 

Giuseppe Albano (1969, Rosarno);
Pasquale Albano (1992, Taurianova);
Emiliano Amata (1971, Napoli);
Vanessa Capezzuto (1988, Langenfeld – Germania);
Giuseppe Catalano (1984, Aversa);
Nicola Cecoro (1971, San Cipriano d’Aversa);
Umberto D’Aiello (2001, Napoli);
Francesco Diana (1977, Aversa);
Antonio Gammardella (1976, Teano);
Nicola Garofalo (1963, Frignano);
Antonio Lanza (1976, Lusciano);
Carmine Maisto (1987, Napoli);
Paolo Martino (1973, San Cipriano d’Aversa);
Massimo Natale (1972, Caserta);
Michele Nobis (1959, San Cipriano d’Aversa);
Armando Orlando (1946, Marano di Napoli);
Antonio Pagano (1989, Aversa);
Vincenzo Perrino (1970, Villa di Briano);
Nicola Pezzella (1963, Casal di Principe);
Luigi Sarracino (1978, Napoli);
Pietro Tortorelli (1992, Napoli).

Il primo lancio

Casapesenna. I parenti del boss a capo delle nuove attività del clan. Nella mattinata di oggi i carabinieri del Comando Provinciale di Caserta, insieme al Raggruppamento Operativo Speciale di Napoli, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 23 persone, su disposizione del Gip del Tribunale di Napoli e su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Le misure prevedono 19 arresti in carcere e 4 ai domiciliari. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno, estorsione, usura, riciclaggio, autoriciclaggio, intestazione fittizia di beni, traffico di droga e detenzione illegale di armi.

L’indagine, avviata nel 2019, ha fatto emergere l’esistenza di un’organizzazione collegata al clan dei Casalesi, fazione Zagaria, attiva sul territorio della provincia di Caserta. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo sarebbe stato guidato da due fratelli del boss Michele Zagaria, con il supporto di altri soggetti di spicco e di un nipote residente all’estero, Filippo Capaldo, incaricato di gestire gli interessi economici.

Tra le attività illecite documentate figurano estorsioni anche nel settore immobiliare, con richieste che arrivavano fino a oltre 100mila euro, traffico di stupefacenti – soprattutto cocaina – e gestione di attività economiche attraverso prestanome. Alcuni esercizi commerciali venivano utilizzati come basi operative per pianificare le attività criminali.

Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato l’esistenza di una vera e propria “cassa comune” del clan, alimentata con proventi illeciti e utilizzata sia per investimenti in attività legali, anche all’estero, sia per prestiti a tassi usurari. Le indagini hanno fatto luce anche su operazioni di riciclaggio attraverso società con sede in Spagna e nel Casertano.

Nel corso delle operazioni sono state sequestrate armi, munizioni e circa 11 chili di droga. Inoltre, disposto il sequestro preventivo di due aziende per un valore complessivo stimato in circa 40 milioni di euro.

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